Cesa: Guida smemorato su concorsi, incarichi e appalti. Confronto tra candidati, Fiorillo decide nel 2046. E sul Parco della Legalità…

Oggi accontentiamo i lettori pigri. Quelli abituati alla riduzione in post o spot anche di argomenti complessi. Chi segue Italia Notizie sa che aborriamo le semplificazioni, perché liquidare con la propaganda o parlare alla pancia del popolino mortifica il popolo, cioè coloro i quali si sentono cittadini attivi e non sudditi. Per una volta facciamo eccezione alla regola e descriviamo in pillole alcune questioni politico-amministrative di particolare attualità. L’articolo è come al solito lungo ma chi è per l’appunto pigro può scegliersi l’argomento che considera più interessante.

Enzo Guida

NO AL CONFRONTO TRA CANDIDATI SINDACO
Enzo Giuda, capo di Solo Cose Belle, ha detto pubblicamente “no” al confronto con Giuseppe Fiorillo, leader di Cesa in Comune, promosso dal nostro giornale web-tv. Tanto per non cambiare la fascia tricolore uscente si è arrampicata sugli specchi per motivare il suo rifiuto. “Non partecipo perché ho querelato Italia Notizie, il prossimo ottobre ci sarà l’udienza”. Una scusa puerile e offensiva dell’intelligenza della collettività. Per fortuna non tutti ragionano come Guida, altrimenti ci sarebbe da fare i bagagli e espatriare in quattro e quattr’otto. Le mezze verità del sindaco uscente hanno le gambe sempre più corte, quasi come quelle di qualche suo fidatissimo sostenitore. È vero che è incardinato un procedimento a mio carico, ma essere accusati, peraltro in primo grado, non significa essere colpevoli. Un principio giuridico che abbiamo imparato dall’avvocato Guida che lo ribadisce puntualmente quando si tocca il tasto della sua condanna in primo grado a 2 anni per stalking ai danni dell’ex moglie. Davanti alla Corte di Appello di Napoli è in corso il secondo round che, come denunciano i legali della parte lesa, andrebbe troppo a rilento per la melina del sindaco-imputato.

Un’aula di giustizia

GARANTISMO A GIORNI ALTERNI
La presunzione di innocenza, come prescrive la Costituzione, vale per tutti. Altrimenti si potrebbe contestare a Guida che, avendo subito una condanna, per di più per un reato gravissimo, altro che diffamazione, non dovrebbe fare politica e meno che mai ricandidarsi a sindaco. Si potrebbe far rilevare alla fascia tricolore, condannata per atti persecutori nei confronti dell’ex consorte, che suscita risa e sconcerto sentirlo incensare le sue iniziative amministrative contro la violenza sulle donne. Non solo. Nella sua mezza verità, ormai un marchio di fabbrica, Guida omette con scienza e incoscienza di dire che il sottoscritto, in qualità di direttore responsabile di Italia Notizie, è stato assolto con formula piena nel “processo “madre” in cui era coinvolto in seguito ad una denuncia per diffamazione sporta dal sindaco. In quel processo ero imputato per gli articoli sui chiacchierati concorsi comunali, sugli incarichi diretti ai parenti degli amministratori e ai politici organici alla maggioranza, sull’appalto alla coop Eco, colpita da interdittiva antimafia, e sulle associazioni locali, tutte orbitanti nel cerchio tragico di Guida. Dopo aver vagliato attentamente atti e fatti e aver ascoltato molti testimoni, il Tribunale Napoli Nord ha sentenziato che Mario De Michele ha riportato tutte notizie vere, fondate e riscontrabili, incluse quelle sulle gravi illegittimità compiute. E con un dispositivo inequivocabile mi ha assolto da tutte le accuse. Forse Guida lo avrà dimenticato. Il sindaco tende a ricordare solo quello che gli fa comodo. Un altro suo must.

Giuseppe Fiorillo

ESSERE O NON ESSERE, QUESTO IL PROBLEMA
Passiamo a Fiorillo. Secondo il primo cittadino uscente, che lo ha dichiarato urbi et orbi dal palco di un comizio, io sarei “il giornalista di riferimento” dei suoi avversari. Se non fosse che pochi secondo dopo, durante il medesimo comizio, ha lui stesso rimarcato che il sottoscritto ha firmato e pubblicato articoli fortemente critici, anzi pesantissimi, contro Fiorillo e Cesa in Comune. In campagna elettorale sono consentite le boutade propagandistiche ma dovrebbero avere quanto meno un minino fondo di verità, sennò diventano balle spaziali. A conferma del fatto che io sarei “il giornalista di riferimento” degli avversari di Guida, il suo rivale, cioè Fiorillo, non si è degnato neppure di rispondere all’invito di Italia Notizie di partecipare al confronto pubblico con il capo di Solo Cose Belle. Lo stimato medico ha risposto al mio messaggio WhatsApp ringraziandomi per l’opportunità e mi ha scritto che l’argomento sarebbe stato discusso con il suo gruppo. La conversazione telefonica risale a sabato 9 maggio. Da allora nessun cenno: né “sì” né “no”.

La sede di Cesa in Comune

DISCETTAZIONI INFINITE DI FIORILLO & CO.
Probabilmente gli esponenti di Cesa in Comune sono ancora alle prese con una stringente discussione. Già immaginiamo il tenore del serrato confronto interno. “È meglio di no, De Michele ha la barba”. “Vabbè, che c’entra, è una barba decente, non lunghissima, si può fare”. “Ma quello è comunista, lasciamo perdere”. “È vero, ma orami i comunisti non si mangiano più i bambini e poi nel dubbio lasciamo i nostri figli a casa”. “Nooo, non esiste, io non lascio mio figlio da solo in casa”. “E poi Mario scrive anche contro di noi, non si può mai sapere se ci fa qualche altro sgambetto”. “In effetti Mario tene ‘a che nunn’è bona”. Poi qualcuno ha introdotto due questioni decisive per le sorti di Cesa: quella terzomondista e quella sui diritti civili facendo aleggiare il sospetto che il sottoscritto sia troppo “aperturista”. Il colpo letale è arrivato quando si è toccato il tasto della religione: “Ma quale confronto con Guida? Mario è ateo!”. Fine della discussione. Decisione finale: né “sì” né “no”, in perfetto stile Cesa in Comune. Direbbe il Bardo: “Essere, o non essere, questo è il dilemma: se sia più nobile d’animo sopportare i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna, o prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli”.

Il Parco della Legalità

PARCO DELLA LEGALITÀ “CONTRA LEGEM”
Come già annunciato con la solita spavalderia da Guida nel primo comizio di Solo Cose Belle che l’evento sia legale o no il Parco della Legalità di via Berlinguer sarà inaugurato lo stesso. Sulla pagina Fb del sindaco uscente giganteggia, con tanto di logo del comune, la locandina del taglio del nastro della struttura previsto per domenica 17 maggio alle ore 18.30 (foto in basso). Sulle inaugurazioni illegittime di Guida e company gli esponenti di Cesa in Comune nei giorni scorsi hanno notificato un esposto al prefetto di Caserta. È improbabile che abbiano inviato un’integrazione segnalando l’iniziativa di domenica perché per pervenire a una decisione unitaria su un argomento così delicato ci sarebbero voluti 43 incontri della durata di 4 ore l’uno. Considerato che si vota il 24 e 25 maggio mancava il tempo materiale. Ma sembra che su questo punto sia stata raggiunta l’intesa dopo aver sudato 77 camicie.

Alberto Sordi nei panni del Marchese del Grillo

NORME, AGCOM E MARCHESE DEL GRILLO
Ma vediamo cosa prescrive la legge 28/2000 sulla par condicio in campagna elettorale. Articolo 9: “Dalla convocazione dei comizi elettorali fino alla chiusura delle votazioni, le pubbliche amministrazioni possono svolgere solo comunicazione impersonale e indispensabile per l’efficace assolvimento delle funzioni istituzionali”. Come si può agevolmente capire la normativa impone perfino il divieto di svolgere attività di comunicazione istituzionale che abbiano carattere propagandistico o possano influenzare il voto. Ne consegue che durante la competizione elettorale il comune non può organizzare né inaugurazioni di opere pubbliche né qualsiasi evento che valorizzi l’amministrazione uscente. Sul punto c’è poco da discutere. Neppure i funambolismi verbali di Guida potrebbero confondere le idee dei cittadini pensanti, per quelli non pensanti o “invasati” è vero anche se il sindaco dice che Jack lo Squartatore era un galantuomo e che le sue vittime lo imploravano per farsi smembrare. La giurisprudenza consolidata e le decisioni dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) distinguono tra atto amministrativo necessario, che è consentito, e evento celebrativo o promozionale, che è sempre vietato e censurabile. In pratica l’amministrazione uscente non può organizzare una cerimonia per inaugurare un’opera, neppure se l’area viene effettivamente aperta al pubblico.

Più chiaro di così si muore. Ma proprio perché la legge non lascia spazio alle interpretazioni Guida ha postato la locandina del taglio del nastro e ha invitato i cittadini a partecipare. Per completezza di informazione e per senso istituzionale avrebbe potuto aggiungere una delle sue massime preferite mutuata dal film il Marchese del Grillo: “Io so’ io e voi non siete un cazzo!”. Probabilmente lo dirà stasera a parole sue durante il secondo comizio di Solo Cose Belle.

Mario De Michele

LA LOCANDINA POSTATA DA GUIDA

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