Per una volta Franco Matacena ha messo d’accordo tutti. Se da un lato il primo cittadino viene criticato dall’opposizione per “2 anni di non governo” dall’altro è praticamente unanime il coro di condanna nei confronti di Alfonso Oliva. Per molti il siluramento del vicesindaco è una liberazione, per altri è una scelta giusta e inevitabile alla luce dell’incapacità politico-amministrativa di un vicesindaco che si è dimostrato a tutti i livelli non all’altezza del compito. “Poteva fare al massimo l’amministratore di un condominio di due appartamenti”, dicono alcuni. “Nemmeno quello, aggiungono altri.

E in effetti nel primo biennio di governo Oliva è stato in assoluto il peggiore componente di una giunta che non è mai riuscita a brillare. Il peggio del peggio, insomma. La sua cacciata è dunque un fatto positivo per la politica e per la città. I modi da bulletto di Oliva hanno ostacolato, fino in qualche caso a paralizzarla, l’attività dei dirigenti, costretti a rintuzzare richieste e ingerenze di ogni tipo. Il suo dilettantismo amministrativo ha pesantemente danneggiato il sindaco che non hai mai potuto contare su un vice in grado di fornire un contributo fattivo all’azione di governo. La sua evanescenza politica ha fatto il resto. Invece di svolgere un ruolo da equilibratore Oliva ha sempre soffiato sul fuoco dell’inciucio e di personalismi da scuola materna.

3.400 EURO DEI CITTADINI BUTTATI AL VENTO
Un disastro di proporzioni bibliche. L’uomo sbagliato al posto sbagliato. E prima o poi, come si diceva già da un po’ negli ambienti politici, la pacchia sarebbe finita. “Spendere 3.400 al mese per lo stipendio di Oliva è uno spreco di soldi pubblici indecente”, sussurravano alleati e oppositori. In un modo o nell’altro, molti sostengono per grazia ricevuta, l’ex vicesindaco ha percepito la bellezza di 81.600 euro lordi in 2 anni. Peraltro, dopo essere stato cacciato dall’esecutivo, Oliva ha avuto anche il coraggio di lamentarsi per gli insuccessi amministrativi provando in modo grottesco a scaricare tutte le colpe su Matacena, come se lui fosse di passaggio al municipio e non ricoprisse la seconda carica politica dell’amministrazione. Ridicole critiche post-datate, mentre mensilmente intascava 3.400 euro di soldi dei cittadini. Non contento, Oliva voleva inserire anche un suo nome nel nucleo di valutazione. Una logica spartitocratica alla quale Matacena si è opposto, anche perché nessun altro gruppo di maggioranza aveva avanzato richieste di posti al sole. Per non tacere delle dimissioni-farsa da film comico di quart’ordine, dopo la revoca disposta e protocollata dalla fascia tricolore.

LAMA: “POLITICA FATTA SOLO PER CONVENIENZA”
Giustamente la minoranza accende i fari sull’evidente contraddizione di Oliva. “Il durissimo atto d’accusa dell’ex vicesindaco nei confronti del sindaco – osserva la consigliera comunale e provinciale Imma Lama – non fa altro che confermare ciò che, come opposizione, abbiamo denunciato fin dall’inizio: una maggioranza divisa, incapace di esprimere una guida politica autorevole, priva di una reale condivisione delle scelte amministrative e costantemente attraversata da tensioni e contrapposizioni interne. La crisi esplosa oggi non nasce all’improvviso: era evidente da tempo ed è il naturale epilogo di un’esperienza amministrativa che ha anteposto gli equilibri politici agli interessi della città. Ma proprio per questo – aggiunge Lama – gli aversani meritano alcune risposte. Se quanto denunciato dall’ex vicesindaco era noto da tempo, perché raccontarlo solo oggi? Perché attendere ventiquattro mesi e, soprattutto, la revoca dell’incarico di vicesindaco? Chi ricopre un ruolo istituzionale ha il dovere di parlare quando i problemi si verificano, non quando viene meno il proprio incarico. Il coraggio politico si misura nella tempestività delle proprie scelte, non nella loro convenienza. A rimetterci, come sempre, sono i cittadini”.

LEGA E FDI: “OLIVA SI LAMENTA PER LA POLTRONA”
Altrettanto impietoso il giudizio di Mariano Orabona e Michele Ferrara, rispettivamente coordinatore della Lega e di Fratelli d’Italia di Aversa. “Dopo 24 mesi di giunta, l’ex esponente di centrodestra è stato revocato e poi ha scaricato pesanti accuse al sindaco Matacena. Lo fa solo dopo la revoca e dopo aver perso la poltrona. Prima, per 2 anni, ha taciuto, firmato e governato. Ricordiamo che nel 2024 Oliva ha lasciato Fdi per aggregarsi alla coalizione civica di centro-sinistra di Matacena. Un tradimento al centrodestra fatto solo per vincere. E Matacena lo ha ripagato: vicesindaco con 2000 voti e un solo consigliere, mentre altre liste con 3 consiglieri hanno un solo assessore”.

“HA TRADITO IL CENTRODESTRA PER INTERESSI”
Orabona e Ferrara inchiodano Oliva alle sue responsabilità. “Oggi parla di sindaco incompetente, di eterodirezione, di commissioni non fatte, di dirigenti allo sbando. Se era tutto vero perché non l’ha detto 12, 10, 8, 6 mesi fa? Perché è rimasto fino a farsi revocare? La risposta è semplice: perché la poltrona andava bene finché c’era. Oliva parla di ‘mercato delle vacche’ – osservano i leader cittadini di Lega e Fdi – ma è stato lui per 2 anni in quel mercato. Parla di dignità, ma ha venduto i principi del centrodestra per un posto in giunta. Parla di rispetto per gli aversani, ma è stato lì per 24 mesi sapendo tutto quello che denuncia oggi. Aversa sta pagando il prezzo del trasformismo e del personalismo. L’unica cosa positiva che si è verificata in questi 2 anni è che chi passa da destra a sinistra per convenienza, prima o poi viene defenestrato. Noi crediamo – concludono Orabona e Ferrara – che l’unica vera alternativa per Aversa sia un centrodestra compatto, che grazie alla filiera istituzionale possa far tornare Aversa ai fasti di un tempo. E a chi cambia casacca per mero interesse personale diciamo: chi semina vento, raccoglie tempesta”.
Mario De Michele





