Avrà pure un carattere difficile, poco incline alla mediazione. Sarà forse troppo intransigente e ferma sulle sue posizioni, ma va detto che Adele Ferrara è stata la prima a inquadrare subito Alfonso Oliva. Appena compreso l’approccio padronale dell’ex vicesindaco la consigliera comunale, eletta nella lista Aversa, Italia, ha sbattuto la porta del gruppo e ha detto addio ad Oliva e al fido Massimo Virgilio, la cui unica attività degna di nota in 2 anni di mandato è la spinta per realizzare 4 campi da padel a ridosso del cimitero, affare milionario in itinere della famiglia Tulipano, suoi parenti. Ferrara ha rotto con Oliva perché è uno spirito libero e indipendente, a differenza del collega Virgilio, da lei stessa definito il consigliere Bobby, in quanto sempre pronto a scodinzolare. Ferrara non subisce diktat e odia essere comandata a bacchetta. Non è omologabile e non si allinea mai a decisioni che vanno contro gli interessi della collettività. Con questi presupposti il matrimonio con Oliva e con Virgilio era destinato inevitabilmente a fallire.

A distanza di circa 2 anni Ferrara ha avuto ragione. Non erano strumentali le sue accuse all’allora braccio destro di Franco Matacena. Non era una questione personalistica. Le sue critiche erano legittime e si basavano su una visione opposta di intendere la politica e il governo della città. Dopo un biennio i nodi sono venuti al pettine. Il sindaco ha compreso la vera natura di Oliva. E lo ha cacciato dalla giunta. Del resto anche il sodalizio tra la fascia tricolore e il suo vice è apparso fin dall’inizio anomalo. Contro natura, appunto. Un amalgama malriuscito. Matacena è una persona perbene e pulita. Certo, finora ha camminato troppo lentamente, a ritmo basso, senza innescare la marcia necessaria per far salire i giri del motore amministrativo. Ma tutti gli riconoscono il dono dell’onestà. E non è poco. Perciò tutti, a destra e a manca, preconizzavano la rottura con Oliva. Due stoffe troppo diverse per cucire un abito su misura di Aversa. Adele Ferrara, legata al sindaco da stima e affetto, ha capito in tempo reale l’esito di un rapporto destinato a infrangersi. E ha immediatamente tagliato i ponti con Oliva.

“Matacena ha debellato un cancro politico dell’amministrazione comunale”, dice come sempre fuori dai denti la consigliera di maggioranza. Che aggiunge: “Il primo cittadino si è illuso di portare Oliva sui binari della correttezza e del senso istituzionale, ma lui non poteva cambiare, la sua natura è quella che ha dimostrato nella nota successiva al defenestramento. Un minuto dopo aver perso la poltrona si è scagliato in modo indecoroso contro il sindaco. Come sempre Oliva ha tentato, seppur in modo grottesco e ridicolo, di rivoltare la frittata. Addirittura ha cercato di far passare come dimissioni la sua revoca dalla giunta disposta molto prima da Matacena. Neppure di fronte all’evidenza Oliva ha detto la verità, nemmeno al cospetto di una decisione netta Oliva è riuscito nell’impresa di comportarsi in modo corretto. Ma, ripeto, – aggiunge – Ferrara – il suo modus operandi non mi stupisce più di tanto, è fato così. In 2 anni si è impegnato unicamente nel denigrare alleati e avversari”.

Nelle ore successive al siluramento del suo vice il sindaco ha incontrato più volte Ferrara per avviare una fase nuova imperniata sul confronto e sul dialogo. “La mia stima personale verso Matacena – sottolinea Ferrara – non è mai venuta meno. Nella prima fase del mandato ho criticato alcune scelte, tra cui quella di fidarsi di Oliva, ma non ho mai avuto dubbi sull’onestà e sulla moralità del primo cittadino. Anche per questo gli ho rinnovato il mio sostegno. La dipartita politica del vicesindaco faciliterà il rilancio amministrativo della maggioranza, ma ci sono altri problemi da risolvere. Bisogna fare molto di più per garantire ai cittadini un dignitoso decoro urbano e per favorire la partecipazione democratica e la socializzazione delle forze sane di Aversa. In quest’ottica – conclude Ferrara – ho concordato con Federica Turca il rinvio della commissione Bilancio sul bilancio partecipato per licenziare, assieme alla minoranza, una bozza in grado di coinvolgere il più possibile la collettività”.
Insomma, debellato il cancro politico Oliva e messo a cuccia Virgilio-Bobby, di strada da fare ce n’è ancora tanta. Finora si è proceduto con il freno a mano tirato. Adesso bisogna partire in quarta.
Mario De Michele





