“L’Italia revochi i controlli ai viaggiatori provenienti dalla Spagna entro domenica o adotteremo misure proporzionate”, così Madrid ha lanciato l’ultimatum al governo Meloni che, dopo i fatti di Ceuta, il 1 agosto e per il mese successivo ha disposto la sospensione del trattato di Schengen per chi arriva dalla Spagna.
La risposta di Palazzo Chigi non si è fatta attendere e ha alzato ancora di più il livello dello scontro tra i due Paesi: “L’Italia non accetta ultimatum”, si legge in una nota che comunica che almeno fino al 15 agosto, data indicata “dalle stesse autorità spagnole” come sensibile per un nuovo ingresso di massa, “non intendiamo in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo”. Ma dalla Moncloa, riporta la stampa spagnola, nessun allerta è stata elevata per Ferragosto: la nuova convocazione circolata sui social è monitorata ma si esclude si ripetano le scene del 30 luglio. Nel frattempo la Marina militare spagnola ha inviato due nuove fregate nelle acque davanti la frontiera che si aggiungono alla pattugliatrice Rayo già arrivata lunedì scorso.
Nel frattempo, Giorgia Meloni, senza citare esplicitamente il governo Sánchez, ha lanciato un messaggio tra le righe in un video inviato all’evento di Fdi-Ecr alla vigilia della cerimonia di Marcinelle: “L’8 agosto sarà presto proclamata ‘Giornata europea per le vittime sul lavoro’: una giornata per affermare che in Europa non c’è spazio alcuno per chi alimenta canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti”.
“Invitiamo il governo italiano a porre fine ai controlli”
Tutto era iniziato a metà giornata con un comunicato ufficiale del governo Sánchez che, considerata la misura presa dall’Italia senza precedenti nella storia recente, informava che la decisione è stata adottata “senza avvisi, in forma unilaterale e con motivazioni pretestuose che non sono conformi né al Codice Frontiere Schengen né alla realtà dei fatti”. Ragioni per le quali, Madrid invita il governo italiano “a fare marcia indietro, porre fine ai controlli e trattare gli spagnoli come il resto dei cittadini europei. Qualora non lo facesse entro la conclusione di domenica 9 agosto, la Spagna sarà costretta ad adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei propri cittadini”. Interrogate se per “misure proporzionali” si intendano controlli anche per i cittadini italiani in Spagna, fonti della Moncloa rispondono che al momento non è stato chiarito ma si valuterà tutto quello che viene considerato “proporzionale”. Fino a giugno 2026, secondo Aena, la società che gestisce la principale fetta dell’aviazione spagnola, sono stati 11 milioni le persone che dall’Italia hanno volato verso la Spagna.
“Nuovo allarme a Ceuta il 15 agosto”
“Non c’è alcun motivo per introdurre queste misure. La situazione a Ceuta e Melilla è ampiamente sotto controllo e riportata alla normalità. La maggior parte delle persone entrate irregolarmente a Ceuta è già stata rimpatriata”, ha dichiarato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares confermando la richiesta di Madrid a Roma di far cessare i controlli alla frontiera. Anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo sulla questioni agli incontri “Bar Italia” a Sorrento organizzati da FdI, ha difeso la posizione dell’Italia spiegando che è “difficile immaginare che le condizioni” per mantenere la sospensione “non esistono” poiché la stessa “intelligence spagnola ha dichiarato che è fondato un nuovo allarme per il 15 agosto” su Ceuta.
L’affondo degli Stati Uniti
Anche dagli Stati Uniti in giornata è arrivato un nuovo attacco al governo socialista di Pedro Sánchez con un messaggio pubblicato su X dall’account ufficiale del Dipartimento di Stato americano nel quale si legge: “L’invasione di decine di migliaia di migranti a Ceuta è una diretta conseguenza del vergognoso rifiuto del governo spagnolo di difendere la propria sovranità, mettere in sicurezza i propri confini e proteggere il proprio popolo”.
“L’Italia non rispetta il Regolamento di Dublino”
Nel comunicato diffuso dal governo spagnolo si elencano le ragioni per le quali la decisione del governo Meloni, messa in discussione nell’ultimo consiglio dei ministri degli Interni Ue convocato dopo gli avvenimenti del 30 luglio scorso alla frontiera tra Spagna e Marocco, sarebbe “ingiusta, contraria agli interessi dell’Unione europea e discriminatoria nei confronti dei cittadini spagnoli”. Secondo Madrid infatti, nessuno dei migranti entrati irregolarmente a Ceuta ha potuto o può accedere liberamente allo spazio Schengen, dal momento che la città autonoma di Ceuta gode di un regime speciale nell’ambito di Schengen e la quasi totalità di questi migranti è già rientrata in Marocco.
In più, la Spagna ribadisce che “l’Italia è, secondo Frontex, lo Stato membro che ha registrato il maggior numero di attraversamenti irregolari negli ultimi anni, con cifre che in alcuni periodi hanno raggiunto il doppio di quelle di Madrid e che dal 2022 l’Italia non rispetta il Regolamento di Dublino, causando un ulteriore aggravio della pressione migratoria sugli altri Stati membri”. E ricorda che nonostante questo la Spagna non ha mai introdotti controlli nei confronti dell’Italia, anzi è stata solidale accogliendo parte dei migranti arrivati a Lampedusa nel 2023. E infine concludono: “Confidiamo che prevalgano lo spirito europeo, il buon senso e la buona fede. I governi devono favorire la comprensione tra i Paesi e perseguire l’interesse generale delle rispettive popolazioni, non creare fratture e conflitti sterili dettati da motivazioni elettorali interne”.
Il botta e risposta Albares-Tajani
Nei giorni scorsi il ministro degli Esteri Albares aveva attaccato il governo Meloni spiegando che “ci sono stati governi non all’altezza. Quello italiano è uno di questi”. Analizzando le reazioni europee all’ingresso di massa di migranti dal Marocco, il capo della diplomazia di Madrid aveva ricordato che la Spagna è il Paese dell’Unione europea che registra il minor numero di ingressi irregolari, a differenza dell’Italia che ha il dato più alto. La reazione italiana era arrivata su X attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Ad Albares non rispondo io, ma i numeri. Dal 2023 i migranti irregolari in Italia sono diminuiti del 60% su base annua. Da gennaio a luglio 2026 gli sbarchi sono scesi dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2023”.





