Eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema, Tajani: “Fascisti furono complici”. Conte: “Simbolo follia del nazifascismo”

Il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla «volontà di dominio che si riaffaccia» in un mondo su cui si stagliano «ombre di guerre anche inedite», arriva fino a Sant’Anna di Stazzema. Dove si trovano, in occasione dell’anniversario dell’eccidio nazista, in cui vennero uccise 560 persone, in gran parte donne, anziani e bambini, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Con Tajani, per la prima volta, un esponente di governo di centrodestra partecipa alla commemorazione. Il leader di Forza Italia ha sottolineato il ruolo di «complicità» dei fascisti italiani nella strage attuata dai nazisti. Prima di Tajani c’è stata l’orazione del leader Cinque Stelle, Giuseppe Conte, che, al suo arrivo, è stato accolto con entusiasmo e si è fermato a lungo con i familiari delle vittime e le tante persone che, come ogni anno, assistono alla cerimonia. Conte ha camminato per le strade del paesino, con vari scambi di battute, in cui ha toccato anche il tema della proposta di legge, partita proprio da Stazzema, contro la propaganda neofascista e nazista.

Le parole di Tajani
«Nel mondo», ha detto Tajani, «vi sono regimi che aggrediscono Stati sovrani, come l’Ucraina, facendo prevalere la legge del più forte, sistemi totalitari che posseggono l’arma atomica o mirano a realizzarla». Il ministro ha collegato il richiamo ai conflitti contemporanei al dovere di difendere «la libertà, la democrazia, la pace», ricordando che questi valori devono essere tutelati «dai confini dell’Europa al Medio Oriente, fino alle guerre dimenticate in Africa». «Proprio perché la nostra libertà e la nostra democrazia si fondano sul sangue delle vittime di Sant’Anna, di Marzabotto, di Boves, di Onna», ha aggiunto Tajani, «si tratta di una libertà sacra, di una democrazia sacra, che devono essere tutelate perché sono il grande patrimonio comune della nazione».

L’intervento di Conte
Parole che trovano assonanze nell’intervento del leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha parlato del tempo dei «costruttori di pace, che devono essere protagonisti nelle istituzioni e nelle piazze, ma anche nel dibattito pubblico perché la pace si realizza anche disarmando il linguaggio come insegna il Papa». «La politica deve tornare ad avere il coraggio di costruire percorsi diplomatici, negoziati, condizioni per una pace giusta e duratura», ha continuato, in un discorso che riecheggiava tematiche che hanno portato, nei giorni scorsi, a tensioni politiche nel «Campo largo» (l’alleanza tra partiti di opposizione alla maggioranza di governo). «L’Europa non può rassegnarsi a una nuova corsa al riarmo come unico orizzonte politico, ma deve essere protagonista di diplomazia e di pace. Quando a prevalere è la guerra, si perde ogni barlume del senso di umanità e a dominare è solo il furore cieco della barbarie». Occorre «lanciare messaggi chiari da un luogo simbolo della follia violenta del nazifascismo».

Schlein e La Russa
A quanto accaduto a Sant’Anna sono stati dedicati anche i messaggi della leader del Pd, Elly Schlein, e del presidente del Senato, Ignazio La Russa. «La mattina del 12 agosto 1944 le SS naziste, insieme ai fascisti, rastrellarono la popolazione civile di Sant’Anna di Stazzema e assassinarono 560 persone. Tra queste, 65 erano bambine e bambini con meno di 10 anni. La memoria dell’orrore nazifascista e dei martiri di Sant’Anna è un dovere, perché la storia non si riscrive e non si dimentica», scrive Schlein. «L’eccidio di
Sant’Anna di Stazzema è una ferita nella storia italiana ed europea che ricorda la necessità di uno sforzo quotidiano per difendere ogni giorno la democrazia, la libertà e i principi antifascisti della nostra Costituzione e della nostra Repubblica». La Russa invece, su X, ha definito quella di Sant’Anna di Stazzema «una ferita indelebile nella nostra storia. Oggi ricordiamo le vittime di quella barbarie con dolore, rispetto e profonda commozione».

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