Salvini va al contrattacco: “Lega partito del Nord, del Centro e del SudLa Lega”. E poi: “Il Ponte sullo Stretto va avanti”

La Lega? «È una soltanto». La patrimoniale? «Finché siamo al governo, non è in discussione». La flat tax? «Proporrò di ingaggiare una battaglia con la Ue per innalzare il tetto a 100 mila euro» per partite Iva e professionisti. Il Ponte? «Se ci fosse, quelle centinaia di persone sequestrate a Catania sarebbero già arrivate a destinazione». Matteo Salvini rilancia sul suo programma. Schiacciato tra il fuoco amico della rivolta interna al partito e l’erosione esogena dei consensi da parte di Roberto Vannacci e del suo Futuro nazionale, a margine de Il Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca, il vicepremier torna sul suo programma e manda un avviso agli alleati di coalizione: «La Lega si farà promotrice di battaglie scomode».

Prima, però, occorrerà ritrovare il consenso all’interno del partito. «C’è la Lega che ha 500 sindaci e decine di migliaia di iscritti – osserva – Se qualcuno ha delle sue riflessioni da fare, ben vengano. Ma la Lega è il partito del Nord, del Centro, del Sud. Se ci sono alcune persone che la pensano in maniera diversa, viva la democrazia, però non è il partito» taglia corto. Il vicepremier torna a insistere sui temi della sicurezza, che terranno banco per l’intera campagna elettorale del prossimo anno: «I cittadini chiedono sicurezza». Un punto che consente al vicepremier di tornare sullo scontro con la Spagna e la sospensione del trattato di Schengen: «I fatti di Ceuta – incalza Salvini – ci dicono che in poche ore decine di migliaia di islamici possono mettere piede in Europa. I cittadini chiedono di difendere i confini» è il Salvini pensiero.

Ma l’arringa del numero uno di via Bellerio passa anche dal programma di fine legislatura e, soprattutto, dagli impegni sulla prossima. Così sulla patrimoniale evidenzia che «non ha alcun senso» e «finché la Lega sarà al governo» non sarà istituita «perché su quei soldi, su quegli immobili, gli italiani hanno già pagato le tasse, è una follia. Piuttosto, c’è un settore produttivo che sta facendo utili senza precedenti: le banche. Ma non lo penso con volontà espropriatrice, rivoluzionaria, guardo i primi sei mesi di questo 2026: solo le prime due banche italiane hanno fatto utili per 12 miliardi di euro». Dunque, per Salvini «sarà nostro dovere chiedere» agli istituti di credito «di dare un contributo per la crescita del Paese. La Lega – è la promessa – è lì per fare anche battaglie scomode e quindi andremo fino in fondo in questa legge di bilancio perché tutti devono fare la loro parte».

 

 

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