Come sempre l’annuncio riversato sulla sua pagina Fb è solenne e i toni, manco a dirlo, sono entusiastici, in perfetto “Enzo Guida style”. Lo scorso 3 settembre, data da segnare, come direbbe Rino Tommasi, con un circoletto rosso, il sindaco di Cesa ha comunicato ai cittadini che “È arrivata, finalmente, l’autorizzazione ufficiale della Soprintendenza per i lavori di Piazza De Michele!” (foto in basso).
La fascia tricolore ha sottolineato che si tratta di “un passaggio fondamentale che conferma la bontà e la coerenza della nostra proposta progettuale, attestando che le opere non hanno arrecato alcun danno alla conservazione degli spazi urbani”. E ha aggiunto: “I lavori ripartono su solide basi: in giornata abbiamo già provveduto alla proposta di nomina dell’archeologo per l’assistenza agli scavi, trasmessa al RUP del Comune di Parete (ente capofila) per i conseguenti adempimenti”.

Tutto ok, insomma, secondo Guida. Bene così, ma soltanto se il sindaco non ha nuovamente mentito come ha fatto più volte in campagna elettorale e dopo il voto. I lavori sono fermi da oltre 5 mesi con disagi per i fedeli e per la collettività, soprattutto per gli anziani. Qualche dubbio sulla veridicità dell’annuncio maestoso della fascia tricolore nasce spontaneo, non solo per le bugie raccontate in passato, ma proprio leggendo il contenuto del suo post. La trionfale comunicazione è carente nel punto cruciale: non viene detto quando riprenderanno gli interventi di rifacimento della piazza e della villa Aldo Moro.

Dubitiamo che sia una dimenticanza. Da mesi i cittadini si chiedono quando si rimetterà mano ai lavori nel cuore del paese. In ogni caso se si dovesse trattare di un’amnesia sarebbe opportuno che Guida colmasse subito una lacuna che alimenta altri dubbi sulla ripresa dell’opera. Anche per le pecore da tastiera, rivoluzionari all’acqua di rose che hanno sistemato il figliuolo e la figliuola al comune, sarà complicato spiegare alla cittadinanza che è tutto a posto senza indicare una data certa del nuovo avvio dei lavori. È come invitare gli amici a cena senza dire quando.
Il “Guida style” affiora prepotentemente nella seconda parte del post. Trattando i cittadini come degli emeriti imbecilli, il sindaco è al settimo cielo per la portata del restyling, nonostante la Soprintendenza abbia imposto al comune di cambiare radicalmente rotta sul materiale scelto per il rifacimento della pavimentazione. I cittadini, che non sono imbecilli, ricorderanno l’altrettanto solenne annuncio di Guida in campagna elettorale proprio sulla sostituzione del materiale da utilizzare che, suo dire, era stata la causa dello stop dei lavori.

Al netto dell’ennesima consapevole balla spaziale (il sindaco era già a conoscenza dell’altolà della Soprintendenza arrivato giorni prima), in realtà l’organo del ministero della Cultura, capitanato da Mariano Nuzzo, ha imposto all’amministrazione locale di realizzare la nuova pavimentazione con materiali in linea con le specificità territoriali, ovvero la breccia irpina e la pietra casertana. Confidando nella smemoratezza generale e riproponendo il solito giochetto “Oggi dico una cosa, domani ne dico un’altra”, Guida ha tentato di far passare il messaggio, ovviamente falso ma ormai consolidato, della vittoria su tutti i fronti del suo team di governo.

“In cauda venenum”. Proprio nella parte conclusiva del post il sindaco ammette che lo stop dei lavori era inevitabile perché gli interventi non sono stati effettuati secondo la normativa vigente. “Trattandosi della nostra straordinaria terra d’Ager campanus, scrigno di storia e a due passi dall’antica Atella – si legge nel post Fb -, ogni metro di scavo sarà seguito con la massima cura e competenza”. In altre parole gli interventi fin qui effettuati non sono stati seguiti “con la massima cura e competenza”. La questione della ditta vincitrice dell’appalto, che ha eseguito una parte dell’opera, è cruciale quanto quella della mancata comunicazione della data di ripresa dei lavori. Anche su questo punto Guida ha glissato.
Un’altra dimenticanza? Impossibile. E quindi? Quindi il sindaco si sta preparando il terreno per azionare il solito scaricabarile in caso di mancato avvio dell’opera in tempi rapidi. Se il cantiere resterà chiuso ancora per mesi non sarà per colpa sua e della maggioranza. Sarà colpa dei soliti “nemici di Cesa”. Ma per sfortuna di Guida non tutti i cittadini sono degli emeriti imbecilli.
Mario De Michele
IL POST FB DI ENZO GUIDA






