Russia, i 5 Stelle al contrattacco: “C’è un clima di crescente paranoia e isteria per alimentare la guerra”

Per il M5S tutta questa storia fatta di droni, attacchi ibridi, spie e aperte minacce, alimenta «un clima di crescente paranoia e isteria». Siamo di fronte a «una pericolosa spirale di provocazioni e accuse alimentata dagli irresponsabili guerrafondai di entrambe le parti», e le parti sono Europa e Russia. Le parole sono quelle dei capigruppo dei 5 Stelle nelle commissioni Esteri e Difesa e Politiche europee del Senato, Bruno Marton e Pietro Lorefice; in linea con la posizione dell’eurodeputato Danilo Della Valle: «Per Ursula von der Leyen la guerra e il confronto permanente con la Russia dovrebbero diventare la nuova normalità europea. È una visione che respingiamo con forza», e anche se «condanniamo senza esitazioni gli attacchi ibridi russi avvenuti a Lipsia», viene ricordato che «questi episodi sono anche il frutto di anni di escalation continua, verbale e militare, che ha progressivamente chiuso ogni spazio di dialogo». L’esempio da seguire è dunque quello del Vaticano, «che — sempre Marton e Lorefice — continua a tenere aperti canali di dialogo con Mosca nella consapevolezza che il suo isolamento non aiuta».

La linea del Movimento, spiegano da via di Campo Marzio a Roma, è la stessa di sempre — la cosiddetta “svolta negoziale”, cioè un maggior impegno diplomatico — e non cambierà di fronte agli ultimi allarmi e ai fatti di Lipsia. L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, stasera ospite della festa dell’Unità a Genova, lo ha detto più volte: non considera un’invasione della Russia una minaccia diretta per l’Europa quanto piuttosto lo sono le politiche di riarmo, che tolgono risorse alla spesa pubblica, penalizzando i ceti popolari. La diversità di vedute con pezzi di Pd e area riformista e centrista del campo progressista è radicale, ma — è il ragionamento — dovrebbe essere vista come una ricchezza per la coalizione, «perché la maggioranza degli italiani rimane contraria all’aumento delle spese militari e ad un approccio bellicista alla questione».

Le accuse di “russofilia” vengono respinte con sdegno, «accostarci a Matteo Salvini o Roberto Vannacci sulla questione è scorretto e approssimativo, nessuno di noi ha mai espresso ammirazione per Putin», spiega un big dei 5 Stelle. Nei mesi scorsi la ex sindaca di Torino Chiara Appendino, che non è totalmente allineata con il contismo, aveva anche aperto all’acquisto del gas russo, «per sano pragmatismo». Va detto che su guerra in Ucraina e minaccia russa le divisioni non si registrano solo a livello italiano e in maniera trasversale fra gli schieramenti, ma anche dentro lo stesso gruppo europeo della sinistra rossoverde di cui fanno parte sia il M5S che Sinistra Italiana: in The Left gli scandinavi considerano un pericolo concreto quello che arriva da Mosca, gli altri invece mantengono una linea classicamente antimilitarista.

 

Ultime notizie

Temporali, allerta meteo in Campania: si prevedono anche fulmini, vento e grandine

La Protezione Civile della Regione Campania, in considerazione delle valutazioni del Centro Funzionale sugli scenari meteorologici in atto e sulla loro evoluzione, ha emanato...

Parlamento & Governo