“C’è un sentimento profondo che mi attraversa in queste ore: un intreccio di sincera amarezza e, lo dico con assoluta franchezza, di inevitabile sollievo. Mi piange il cuore per Orta di Atella e per i miei concittadini, costretti ancora una volta a subire il trauma del commissariamento e della paralisi istituzionale. Al contempo, però, è impossibile non provare un senso di liberazione: si è finalmente chiusa l’esperienza di un’Amministrazione che ha tenuto la città in ostaggio di numeri, veti e avvilenti balletti di poltrone. Finisce un’agonia, e per la nostra terra questa è una boccata d’ossigeno vera. La parola torna, finalmente, agli Ortesi”. Con un lungo post Fb Ferdinando D’Ambrosio dice la sua sul sipario calato sull’amministrazione targata Antonino Santillo.

E proprio all’ex sindaco il leader di Fare Democratico rivolge parole impietose. “Il baratro amministrativo che avevamo profeticamente denunciato da tre anni a questa parte è diventato realtà. Con la chiarezza che ha sempre contraddistinto la mia azione politica, voglio rivolgere un pensiero direttamente all’ormai ex Sindaco Santillo. Sei partito con un vantaggio immenso: avevi ottenuto una fiducia firmata in bianco dall’intera coalizione, supportato e sostenuto nella scorsa campagna elettorale finanche dal nostro gruppo e dalla stragrande maggioranza delle forze politiche di Orta di Atella. Hai iniziato questo percorso con ben 16 Consiglieri eletti tra le fila delle liste a tuo sostegno: una rarità e una situazione di assoluto agio istituzionale. Un capitale di speranza enorme che, però, hai rapidamente e puntualmente tradito, restando ostinatamente sordo ad ogni singolo campanello d’allarme che abbiamo suonato in questi trentasei mesi. Invece di ascoltare, hai preferito ignorare i disastri che giorno dopo giorno pesavano sulla vita dei cittadini, anteponendo alla politica di prospettiva la misera gestione del giorno per giorno, trascinando Orta e gli Ortesi in una palude insidiosa e immobile. La bocciatura del Rendiconto di Gestione ha certificato la fine definitiva dei giochi”.

Nei tre anni di disastri amministrativi Santillo è stato affiancato da Coraggio-Orta Prospettiva Futura, che ha occupato i posti più importanti nella squadra di governo. Dopo un triennio devastante, durante il quale il gruppo che fa capo ad Angelo Brancaccio hanno svolto la parte da leone e dettato legge, si è consumata circa 2 mesi fa la rottura con il sindaco e con il suo mentore Gianfranco Piccirillo, cugino dell’ormai ex primo cittadino e cognato dell’assessore Annalisa Cinquegrana. Nel suo intervento sociale l’avvocato D’Ambrosio rivendica invece la coerenza del suo gruppo e ringrazia gli ex consiglieri Nicola Margarita e Antonio Sorvillo e i sostenitori di Fare Democratico. “Detto questo, da Coordinatore rivendico con orgoglio la nostra storia recente: in questi tre anni siamo rimasti coerentemente all’opposizione. Non abbiamo mai fatto parte dell’esecutivo, non abbiamo chiesto o accettato poltrone, né ci siamo mai prestati a spartizioni o a logoranti dinamiche di potere. Abbiamo preferito la dignità della coerenza alla convenienza di un posto in Giunta. Il mio pensiero più fiero va a chi, dentro l’aula consiliare, ha difeso questa linea. Voglio fare un plauso accorato ai nostri due consiglieri comunali, Antonio Sorvillo e Nicola Margarita. In questi tre anni di opposizione durissima hanno dimostrato studio, coerenza, capacità di ascolto e una preparazione tecnica impeccabile. Nonostante la loro giovanissima età, hanno agito da vera, matura classe dirigente. Hanno preferito la schiena dritta ai compromessi, rifiutando la politica ondivaga delle “sedie vuote” e mettendoci la faccia, sempre. Ma Antonio e Nicola sono la punta di un diamante straordinario: il nostro gruppo politico. Alle donne, agli uomini, ai tantissimi amici e sostenitori di Fare Democratico per Orta Verde va il mio ringraziamento più grande. Siete stati voi, con una spinta identitaria pazzesca, a compiere miracoli. Alla nostra prima uscita come lista abbiamo eletto due tra i consiglieri più giovani d’Italia con oltre 1.000 voti di preferenza, e abbiamo portato il nostro progetto a essere il primo in assoluto in città alle Elezioni Regionali, staccando tutti e arrivando primi anche nella lista di riferimento per l’intera provincia di Caserta. Siete una forza della natura che non mi ha mai fatto mancare l’ossigeno del sostegno e dell’audacia”.

Infine l’appello alle forze sane della città. “Ora – osserva D’Ambrosio – il tempo dei tatticismi è finito. Ci attende un anno intenso e noi non lasceremo Orta tra le macerie. Rivolgo un appello aperto, forte e vibrante a tutte le forze sane del territorio, alle Associazioni, ai movimenti e alla cittadinanza attiva: fondiamo una nuova, grande piattaforma politico-programmatica per la città. Un cantiere di forze e idee basato su un progetto serio, una squadra competente e una visione lungimirante. Servono decisioni nette, autorevolezza tecnica e la responsabilità di assumersi la guida dei processi in prima persona. Io sono pronto a fare la mia parte, esattamente dove il territorio, la storia e la mia gente mi chiederanno di spendermi, con la determinazione incrollabile di chi vuole prendere per mano questa comunità per restituirle l’orgoglio, la dignità e la centralità che merita. Il futuro di Orta di Atella non si aspetta. Si edifica a partire da oggi, assieme.

Molto più stringato il documento social di Orta al Centro, rappresentato in assise da Mena Capasso e Gennaro Colella. “L’altra sera il Consiglio Comunale si è riunito per la discussione e il voto sul rendiconto. Come movimento “Orta al Centro” abbiamo confermato la linea che ci ha guidato fin dall’inizio del nostro percorso di opposizione: coerenza prima di tutto, anche quando le conseguenze sono pesanti. Il rendiconto non è stato approvato. L’amministrazione termina qui il suo mandato, e si apre ora la fase della nomina del commissario prefettizio. Non è un momento semplice per Orta, lo sappiamo. Ma può diventare un’opportunità: un tempo per riflettere insieme su cosa vogliamo davvero per il nostro paese, per ripartire con più partecipazione, più coraggio, più ascolto dei cittadini. È a questo che continueremo a lavorare, con lo stesso impegno di sempre”.

Il gruppo capitanato dall’ex sindaco Andrea Villano si sofferma inoltre su un punto: “Una diversa calendarizzazione della seduta avrebbe forse permesso di chiudere questa fase con maggiore rispetto istituzionale, riconoscendo al sindaco dimissionario l’onore delle armi che un confronto politico perseguito con lealtà comunque merita. Noi siamo orgogliosi di essere ortesi, e non ci sentiamo inferiori a nessun paese dell’agro atellano. Orta ha storia, identità e potenziale per tornare a essere un punto di riferimento, trainante per tutto il territorio. È con questo spirito che continueremo a lavorare con capacità, competenza e coraggio”.





