“Oggi terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo, e addirittura da alcune parti si tornano a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose: Francesco ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio”. Sono passati ottocento anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia, e ad Assisi Sergio Mattarella fa un discorso pacifista: “Il mondo si illumini e indichi la via della pace”, dice il Capo dello Stato affacciandosi dalla loggia del sacro convento davanti ai tremila pellegrini giunti da tutta Italia.
Mattarella racconta San Francesco. Gli è caro. Una luce nel buio di questi tempi “segnati da guerre insensate e crudeli, da tanta violenza, manipolazione, arroganza”. Cita Leone XIV e ne sottoscrive “l’auspicio che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza”. Non ci sono cenni diretti alle guerre di oggi, non cita né Gaza, né l’Ucraina, il suo è un monito generale.
San Francesco “profeta di pace, di amore”, quindi. “Ma tutt’altro che accomodante”. Uomo di dialogo. “Il lupo, simbolo di inconciliabile inimicizia con l’uomo, viene ammansito, non abbattuto”. I caratteri della società italiana ne hanno tratto un segno profondo e non possono prescindere dalla sua lezione”, ricorda. Il presidente era stato accolto alle 9,30 da scroscianti applausi al suo arrivo. Era stato fra Marco Moroni, il custode del convento ad andargli incontro. Del governo era presente il sottosegretario Alfredo Mantovano.
Poi Mattarella denuncia “l’idolatria del denaro”, attualissima, e ricorda che “l’ umiltà di San Francesco non aveva nulla di ingenuo, nasceva da una sete esigente di verità; la sua obbedienza non fu remissività, ma una faticosa, ponderata ricerca delle ragioni superiori dell’unità del popolo cristiano e della Chiesa”. Ma perché onorarlo? Cosa ci dice il suo senso della povertà, il valore della sobrietà? “Ricordare, oggi, l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali anch’essi della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del creato, la pace”. Anche qui, come già nei giorni scorsi a Montecarlo, Mattarella torna a denunciare “le enormi, decisive questioni dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua, della terra, della devastazione delle foreste, del surriscaldamento del pianeta”.





