Aversa, un altro psicodramma in assise: Matacena a un passo dalle dimissioni. I giochetti di De Chiara affossano il sindaco

Franco Matacena è pronto alle dimissioni. Il sindaco lo ha lasciato chiaramente intendere durante il suo intervento nell’assise di stamattina. Al punto che tutti si aspettavano che gettasse la spugna direttamente in aula. Poi il colpo di scena. O meglio il coup de théâtre a metà: “Mi allontano dal consiglio comunale”. Una frase che sa di congedo ma non equivale a un addio. Al momento in cui scriviamo non risultano atti ufficiali di dimissioni. E non è escluso che alla fine Matacena possa decidere di restare in sella nonostante non abbia più i numeri per governare. Una sorta di game over politico senza ancora il the end istituzionale.

Giovanni Innocenti e Raffaele De Gaetano

La maggioranza infatti si è letteralmente spappolata. Una débâcle politica che ha travolto anche i lavori consiliari. In un clima da resa dei conti sono finite inevitabilmente nel dimenticatoio le linee programmatiche del Puc, uno dei punti all’ordine del giorno. Altro che pianificazione urbanistica. A Palazzo di Città ormai si naviga a vista. Primum vivere, deinde philosophari. Prima sopravvivere politicamente. Poi eventualmente pensare al futuro della città. Assenti i consiglieri dell’area moderata e centrista Lucia Aversano, Genny Marino, Raffaele De Gaetano, Ivan Giglio e Antonio Mottola. Si conferma granitico il blocco che orbita attorno al presidente del civico consesso Giovanni Innocenti. A disertare l’assise anche Massimo Virgilio di Aversa, Italia. Un’assenza collettiva che vale più di cento dichiarazioni. Il messaggio politico è inequivocabile: la fiducia nel sindaco è venuta meno. E senza fiducia una maggioranza diventa una semplice somma di consiglieri. Peraltro insufficiente.

Il terremoto nella coalizione di governo si è scatenato ieri sulla rimodulazione delle deleghe ai componenti della giunta. La nuova distribuzione delle competenze ha spinto Raffaele De Gaetano a rifiutare l’incarico di assessore. Da quel momento è iniziato il countdown verso la crisi. Una reazione a catena che ha fatto saltare equilibri già precari e trasformato il rimpasto in un autentico boomerang politico.

Franco Matacena

Durante la seduta consiliare lampo di ieri mattina, in prima convocazione, Luigi Dello Vicario di Forza Azzurra e Massimo Virgilio di Aversa, Italia hanno bersagliato il primo cittadino con critiche durissime per la mancata condivisione delle scelte. Virgilio ha poi affidato a Facebook un commento al napalm contro Matacena. Toni da guerre ouverte, in perfetto stile Alfonso Oliva. Altro che diplomazia e fair play istituzionale. Ormai nella coalizione si combatte senza esclusione di colpi.

Il municipio di Aversa

La defezione in massa degli esponenti dell’area moderata mette di fatto il sindaco con le spalle al muro. L’aut aut è brutale nella sua semplicità: tornare sui propri passi oppure prendere atto che l’esperienza amministrativa è arrivata al capolinea. Tertium non datur. Almeno sul piano politico. Nelle prossime ore, forse addirittura nei prossimi minuti, potrebbero arrivare sviluppi clamorosi. Le dimissioni di Matacena restano sul tavolo. In extremis il sindaco potrebbe tentare un’ultima operazione di ricucitura. Una sorta di missione impossibile per rimettere insieme i cocci di una coalizione ormai ridotta a un campo di battaglia. I margini di trattativa sono però ridotti al lumicino. E il tempo non gioca a favore del primo cittadino.

Nicola De Chiara, Federica Turco e Franco Matacena

I consigli della capogruppo di Noi Aversani Federica Turco e soprattutto dell’assessore Nicola De Chiara, che non si è accontentato del posto in giunta (per il quale si sarebbe dovuto recare fino a Pompei a piedi) ma ha indossato gli abiti troppo stretti della politica, o presunta tale, hanno condotto Matacena in un vicolo cieco. Le avversioni personali e gli individualismi hanno preso il sopravvento sulla tenuta della coalizione. Le logiche di fazione hanno prevalso sulla ragion politica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una maggioranza implosa e un sindaco costretto a fare i conti con le macerie di casa propria.

Un autentico harakiri politico. Perché il paradosso è proprio questo: Matacena non è stato messo alle corde dall’opposizione ma dalle contraddizioni interne alla sua stessa maggioranza. Divide et impera, dicevano i latini. Qui però le divisioni non hanno rafforzato il potere. Lo hanno sgretolato. Ora uscire indenne dall’ennesima guerra intestina appare molto difficile. Quasi impossibile. E mentre a Palazzo di città si consuma l’ennesimo regolamento di conti, Aversa resta ostaggio di una politica che sembra aver smarrito la propria raison d’être: amministrare la città.

Mario De Michele

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