ORTA DI ATELLA, I BENI DI BRANCACCIO/2 Affare da un milione di euro della moglie casalinga con Piccirillo e Mozzillo

Che una casalinga detenga il 75% delle quote sociali dell’Acqua Dream Srl, azienda proprietaria e gestrice delle piscine di Succivo, parco acquatico del valore di 3 milioni di euro, è già un rumoroso campanello d’allarme (clicca qui per la prima puntata dell’inchiesta). Se poi la stessa persona, che non è mai stata un’imprenditrice, come può confermare chiunque, possiede pure il 100% di una ditta edile che sempre in quel di Succivo ha concluso un affare di un milione di euro allora il sospetto che sotto sotto, e nemmeno tanto, qualcosa non torni assume i contorni di una prova schiacciante.

Rosa Improta

La casalinga-imprenditrice è Rosa Improta. Non è una madre di famiglia come tante altre. È la moglie di Angelo Brancaccio, ex sindaco di Orta di Atella, condannato in via definitiva per camorra per aver stretto un patto affaristico-criminale con il clan Mallardo e i Casalesi durante il sacco edilizio della città. Nonostante la pesantissima condanna per 416-bis e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, il buon Brancaccio ha continuato a comportarsi come il “padrone di Orta di Atella”, etichetta scolpita dai giudici nelle sentenze.

Angelo Brancaccio

IL CURRICULUM HONORIS CAUSA
La condanna per associazione mafiosa è solo l’ultimo atto della lunghissima trafila giudiziaria di Brancaccio. Nel maggio 2007, quando ricopriva la carica di consigliere regionale, lo arrestano per corruzione e concussione legate alle tangenti riscosse durante i suoi mandati da sindaco. Poche settimane, sempre nel 2017, viene raggiunto da una seconda ordinanza di custodia cautelare per corruzione e calunnia con l’accusa di aver corrotto un carabiniere per ottenere informazioni sulle indagini a suo carico. Nel marzo 2015 finisce di nuovo in manette nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Napoli su camorra, appalti per la gestione dei rifiuti e mazzette. Il quarto arresto di Brancaccio, in appena 10 anni, scatta nel giugno 2017. È accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso incentrata sulla speculazione edilizia selvaggia di Orta di Atella, in combutta con i Mallardo e i Casalesi. Vicenda per la quale è stato condannato in primo grado a 8 anni nel 2018.

Salvatore Del Prete

“MONSIGNORE” IL FILO ROSSO
Tra il 2007 e il 2017 c’è un’altra data da segnare con il circoletto rosso: il 24 luglio 2008 l’amministrazione comunale ortese, capeggiata dal sindaco Salvatore Del Prete, detto “Monsignore”, fu sciolta per camorra. “Monsignor” Del Prete fu candidato e sostenuto da Brancaccio perché suo uomo di fiducia. Non a caso è il presidente del Cda dell’Acqua Dream Srl. Nel consiglio di amministrazione della società, per tre quarti in possesso alla signora Improta, fanno parte Tania e Macha Brancaccio, figlie dell’ex fascia tricolore. Entrambe disoccupate. Le piscine di Succivo quindi sono per il 75% di proprietà della moglie dell’ex sindaco. Le figlie sono due dei componenti del Cda. Lui, a quanto risulta, è il direttore generale della redditizia struttura. Un affare di famiglia di 3 milioni di euro.

Gianfranco Piccirillo

POLITICA E AFFARI
Ma il business della premiata ditta Brancaccio & congiunti non finisce qui. La signora Improta infatti è proprietaria del 100% della società GIANVIN COSTRUZIONI S.R.L. Capitale sottoscritto e versato di 100mila euro. La sede legale viene poi trasferita in via Plauto n. 31 a Sant’Arpino (in basso il link della visura camerale). Anche in questo caso la politica locale, o presunta tale, si intreccia con gli affari. I due amministratori della società infatti sono due parenti illustri: Giuseppe Piccirillo, padre poi deceduto e persona perbene, di Gianfranco Piccirillo, e Antonio Mozzillo, fratello di Giuseppe Mozzillo. Sia Gianfranco Piccirillo che Giuseppe Mozzillo sono stati due fedelissimi di Brancaccio. Il primo ha ricoperto la carica di assessore esterno in una delle giunte targate Brancaccio, è stato addetto stampa della GeoEco e poi presidente dell’Acquedotti, su indicazione del “padrone di Orta di Atella”. Giuseppe Mozzillo è stato a lungo vicesindaco di Brancaccio, con delega all’Urbanistica, sindaco facente funzione dopo il suo arresto del 2015 e poi primo cittadino sponsorizzato da Brancaccio. Il rapporto tra i due si deteriorò durante la sindacatura Mozzillo. E la sua amministrazione fu mandata a casa per “insubordinazione”.

Antonino Santillo

La rottura tra Brancaccio e Piccirillo maturò anni prima. Quest’ultimo si trasformò in novello paladino della legalità con un gioco di prestigio degno di Houdini. Ma, come canta Venditti, certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Ed ecco che durante l’ultima amministrazione comunale, quella di Antonino Santillo, cugino di Piccirillo, ritorna l’amore tra i due ex amici. Negli ultimi due disastrosi anni della gestione Santillo, la maggioranza si regge sull’asse Piccirillo-Brancaccio. Ma nella primavera di quest’anno il sodalizio finisce. E sugli schermi della pseudo-politica ortese viene proiettato un film già visto molte volte: Brancaccio manda a casa anche il sindaco Santillo. The end. Dopo aver tenuto in vita per un biennio nero la maggioranza uscente il buon Brancaccio, nelle vesti di influencer (sic!), si presenta sui social come il salvatore della patria. Un remake che suscita risate a crepapelle per le comiche finali.

Affari d’oro

I PASSAGGI DI MANO
Torniamo alle cose serie. La GIANVIN COSTRUZIONI S.R.L. realizza un complesso immobiliare a Succivo. Affare di circa un milione di euro. Come si evince dalla visura camerale il 17 novembre 2008 la ditta cambia sede sociale e si traferisce da via Leopardi n. 12 a Frattamaggiore in via Plauto n. 7 a Sant’Arpino. Non è l’unico mutamento. Nel frattempo avvengono “passaggi di mano” che definire sospetti è poco. Sono in realtà altre prove schiaccianti del ruolo della signora Improta negli affari di famiglia. Ne parleremo minuziosamente nelle prossime puntate. Per ora attendiamo fiduciosi la “firmetta da Aversa”.

Mario De Michele
(continua…)

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