Aversa, dimissioni farsa: Matacena resta sulla poltrona. Accordo al ribasso e inciucio con Villano

di Mario De Michele
La montagna non ha partorito nemmeno un topolino. Dopo le dimissioni rassegnate il 16 ottobre e 20 giorni di trattative in stile Repubblica delle banane Franco Matacena si rimangia tutto e torna sulla poltrona di sindaco che in realtà non ha mai mollato. Lo si apprende oggi da Cronache di Caserta. Che tratteggia i contorni di un accordo al ribasso imperniato sulla celeberrima frase di Al Capone-De Niro “sei solo chiacchiere e distintivo”. Ma se “Gli intoccabili” di Brian De Palma è un bel film, la pellicola proiettata sugli schermi del Comune di Aversa è un B-movie di quarta serie. Trama vista e rivista, dialoghi banali e inquadrature amatoriali, in tutti i sensi. Un copione da psicodramma di serie C girato con attrezzatura scadente e con un finale già scritto il 16 ottobre. “La fine è nota”, dicevano i cinefili citando un piccolo gioiello di Cristina Comencini basato sull’omonimo romanzo di Geoffrey Holiday Hall.

Franco Matacena e i presunti alleati

Una brutta fine per tanti cittadini speranzosi in uno scatto di reni di Matacena, ancora una volta delusi da una fascia tricolore che, come abbiamo scritto in altre occasioni, sembra un vorace lettore di Flaiano: “Poche idee ma confuse”. Il fantomatico patto di legislatura infatti non è altro che una soluzione tragicomica per andare avanti senza aver ridefinito praticamente nulla. Il prospettato reset della giunta assomiglia al luna park: “Altro giro, altra giostra”. E il programma degli ultimi due anni e mezzo di mandato è roba vecchia da campagna elettorale. Suscita risate a crepapelle il ritorno al passato, definito “riconfigurazione” con un lessico democristiano 4.0.

Marco Villano

In realtà l’unico numero in grado di qualificare l’ennesimo pastrocchio è lo zero. I prossimi giorni riserveranno i soliti balletti di poltrone e di deleghe assegnate con il manuale Cencelli per uscire dalla crisi senza vincitori né vinti. Alla fine della fiera le dimissioni del sindaco si sono trasformate in uno scherzo di Carnevale fuori stagione. Un altro brutto scherzo per Aversa che invece di candidarsi a Capitale della Cultura rischia di primeggiare per immobilismo amministrativo e pochezza politica. A quanto si dice, in vista c’è addirittura di peggio. L’idea malsana di Marco Villano di candidare Matacena alla guida del centrosinistra. Il consigliere regionale del Pd avrebbe chiesto al primo cittadino di temporeggiare altri 2-3 mesi. Il tempo di trovare un’intesa in un campetto largo in salsa normanna. Ma è più probabile che Matacena diventi George Clooney che alle prossime comunali possa capeggiare il centrosinistra.

Con questi scenari lo psicodramma prenderà una piega horror. Se fosse ancora tra noi, Battiato non canterebbe “Povera patria” ma “Povera Aversa”. Per chiudere in bellezza la maggioranza dovrebbe issare sul tetto del municipio una gigantesca bandiera bianca.

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