“La regione Campania ha una grande emergenza sociale. Questa emergenza si chiama casa”. Il grido d’allarme arriva da tutte le associazioni di inquilini della Provincia di Caserta “Il Governo Berlusconi, con l’approvazione della finanziaria per il 2011, ha programmato la riduzione del fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle locazioni (legge 431/98, art.11).

Difatti il contributo, per il prossimo triennio 2011-2013, passa dagli attuali 110,00 milioni di euro, stanziati per il 2010, ai 33,550 milioni di euro per il 2011, ai 33,940 milioni di euro per il 2012, per ridursi nel 2013 ad appena 14,313 milioni di euro. Un taglio pesantissimo, che mettera’ seriamente a rischio l’accesso ai contributi per migliaia di famiglie campane e portera’ ad un’impennata del numero di sfratti esecutivi nella nostra provincia che raggiungeranno entro la fine dell’anno oltre il migliaio di sfattati. Pur consapevoli delle “gravi ristrettezze cui i comuni sono costretti dai tagli indiscriminati del Governo” e nella “totale assenza di una politica nazionale e regionale per la casa” il sindacato degli inquilini della cisl chiede dunque agli enti locali “uno sforzo maggiore e soprattutto di considerare come prioritario un intervento a sostegno di queste famiglie”. Intanto è stato rinnovato l’appello al Governo perchè si attivi al più presto avviando un monitoraggio completo sui territori per comprendere la gravità di una situazione che i Comuni ormai fanno fatica a gestire. Negli ultimi mesi infatti sono sempre di più le Amministrazioni Comunali che si rivolgono all’Associazioni degli inquilini per segnalare che, alla luce del numero crescente degli sfratti per morosità, hanno difficoltà ad arginare una situazione che sta diventando esplosiva dal punto di vista sociale, tanto da arrivare a chiedere, in alcuni casi, il supporto della protezione della Caritas. Tutto questo mentre il tema delle politiche abitative è ormai scomparso dall’agenda politica nazionale”. Intanto a Caserta e nelle altre province della regione campania a distanza di mesi dell’insediamento dei commissari Iacp, la politica invece di investire in una riforma dell’edilizia residenziale pubblica, non fa altro che chiedere altre poltrone per i trombati della politica. I commissari Iacp come primo atto dal loro insediamento, in un documento congiunto, chiedono al Presidente della Regione Campania di aumentare i canoni di locazione delle case popolari, che si trovano in uno stato di abbandono e di degrado, gestite dagli stessi iacp. A tutt’oggi, nulla degli aumenti richiesti non è dato di sapere, ma certamente porterà una forte ricaduta negativa nelle misere tasche degli assegnatari, già massacrati dalla crisi. Tutto questo dimostra come viene affrontato il problema della casa nella nostra provincia. La Regione Campania con i suoi consiglieri regionali invece di proporre una serie riforma dell’edilizia residenziale pubblica continua la strada dell’arrangiarsi, ma tutto questo solo per far cassa senza dare nessun servizio agli inquilini. I commissari hanno motivato la loro richiesta degli aumenti dei canoni con una futura promessa di maggiore attenzione sulle manutenzioni Per questi motivi – ha continuato Scalera – riteniamo che il consiglio regionale debba mettere in campo una politica attiva per la casa ,che racchiuda alcuni punti imprescindibili, come la riforma reale degli enti gestori del patrimonio pubblico per una razionalizzazione dei criteri di gestione e di vendita del patrimonio; la riforma dei criteri di assegnazione rispetto all’attuale L. R. 18/97, per rendere le graduatorie più realistiche; la riforma dell’attuale L.R. 19/97 per il calcolo del canone e dei limiti di reddito; istituire l’anagrafe del patrimonio e dell’utenza per una corretta e trasparente gestione del patrimonio stesso, contro gli abusi e le occupazioni abusive; l’istituzione di un fondo Regionale per le manutenzioni straordinario e ordinario dei quartieri; la revisione del ruolo e del funzionamento delle commissioni provinciali e dell’osservatorio regionale, per una maggiore funzionalità degli stessi organismi. Su questo il i sindacati degli inquilini ai vari livelli, attiveranno iniziative di mobilitazione nei confronti della Giunta Regionale per un inversione di rotta per costruire una politica abitativa basata sul diritto alla casa”.

 

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