Cesa, nuova giunta: Autiero vuole l’assessorato esterno. Villano e D’Agostino scalpitano per la delega di vicesindaco

Per un celebre profeta l’ipocrita ha tre segni di riconoscimento: “Quando parla, mente; quando promette, manca alla promessa data; quando ci si fida di lui, tradisce”. Nel caso di Enzo Guida il leitmotiv dei prossimi giorni ruoterà attorno al tema degli impegni presi. Il primo, e più spinoso, riguarda l’assessorato esterno a Nicola Autiero. Alle comunali il consigliere uscente ha fatto un passo indietro per dare spazio a sua cognata Angela Oliva. In base all’accordo preelettorale siglato con il sindaco, il capogruppo della passata maggioranza consiliare dovrebbe incassare una poltrona in giunta. Ma, come si sa, non sempre, anzi quasi mai, quello che si stabilisce prima del voto diventa realtà dopo lo scrutinio. Dalle urne è uscito un dato inequivocabile: Oliva si è piazzata al secondo posto della lista Solo Cose Belle con ben 752 preferenze, seconda più votata in assoluto alle spalle di Giusy Guarino per una manciata di voti. Se si considera che Guarino è ha ricoperto la carica di vicesindaco per 11 di fila e che Oliva era alla sua prima candidatura la vera trionfatrice delle elezioni è stata sicuramente l’ex presidente della Pro Loco.

Nicola Autiero

CORSA OLIVA-AUTIERO PER UN ASSESSORATO
Chiedere a Oliva di farsi da parte per consentire l’approdo nell’esecutivo di Autiero sarebbe un po’ troppo. Ma qualora lei fosse disposta a rinunciare a uno scranno nella squadra di governo, risolvendo la questione in famiglia, lo sbarco dell’ex consigliere in giunta creerebbe uno squilibrio all’interno della neo maggioranza. Se Guida punterà su Oliva, venendo meno al patto con Autiero, il gruppo politico-familiare Oliva-Autiero esprimerebbe un assessorato. Se invece il primo cittadino optasse su Autiero quella ala politico-familiare conterebbe su un assessore, cioè Autiero, e su un consigliere, ovvero Oliva. In pratica occuperebbe due caselle, invece di una. Più in generale lasciare ai box Oliva significherebbe non rispettare la volontà popolare. Un gran numero di elettori infatti ha risposto fiducia in lei. Sarebbe poco democratico metterla ai margini e lasciarla fuori dall’esecutivo.

Cesario Villano

SCONTRO APERTO SUL VICESINDACO
Un’altra matassa ingarbugliata riguarda la delega di vicesindaco. Con un sindaco del Pd è impensabile dare il via libera a Giusy Guarino, pure lei esponente dem. Anche su questo punto c’è un patto preelettorale in base al quale il vicesindaco non potrà essere un rappresentante dei Democratici. In pole per ottenere la seconda carica dell’esecutivo ci sono Cesario Villano di Azione, terzo della lista con un bottino di 728 voti, e Francesca D’Agostino dei Moderati, che ha raggiunto il quinto posto con 594 preferenze. Ma se difficilmente Azione e i Moderati spalancheranno le porte a Guarino, dal canto suo quest’ultima non si sposterà di un millimetro per ottenere la riconferma a vicesindaco.

Alfonso Marrandino

PER MARRANDINO POCHE CHANCE
Poi c’è il nodo Alfonso Marrandino. Anche lui eletto con la casacca del Pd rischia di restare fuori dal team di governo. Guida vorrebbe riaffidargli la delega all’Ambiente perché, come ha più volte ribadito in campagna elettorale, ha lavorato bene come dimostra il 75% di raccolta differenziata raggiunto in alcuni mesi dal comune. Ma sarà impresa ardua, se non impossibile, salvare Marrandino, che potrebbe accomodarsi sulla poltrona di presidente dell’assise. Nelle prossime ore sono previsti i primi interpartitici. Non è escluso che tutto filerà subito liscio. Ma i problemi sul tavolo sono tanti e non di facile risoluzione. Vedremo se Guida manterrà la parola o se mancherà alle promesse assunte prima del voto. Le malelingue dicono che quando ci si fida di lui, tradisce.

Mario De Michele

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