“Radici del Sud” mette in luce vini autoctoni del Mezzogiorno

La Puglia sembra dominare nei giudizi della giuria nazionale e internazionale di “Radici del Sud”, decima edizione della kermesse che celebra e premia le migliori eccellenze vitivinicole del meridione. Al concorso, conclusosi ieri a Bari, 181 le aziende vitivinicole in gara; un record assoluto dell’edizione 2015, rappresentata dai 20 produttori dalla Sicilia, 18 dalla Calabria, 10 dalla Basilicata, 36 della Campania e 97 dalla Puglia, regione che ha trainato l’alta partecipazione del settore.

I vini in concorso sono stati complessivamente 380 suddivisi in 21 categorie. Due le giurie impegnate, quella internazionale e nazionale, che hanno definito i migliori calici a base di uve Bombino; Falanghina; Malvasia; Catarratto; Greco; Fiano; Minutolo; Grillo; Negroamaro; Gaglioppo; Magliocco; Aglianico del Vulture; Aglianico Campania; Nero di Troia; Nerello; Primitivo; Nero d’Avola; Taurasi, vini da uve biologiche, vini da blend.

 

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