Enzo Guida e Piero Cappello

Ha ripercussioni pesanti anche sul Comune di Cesa l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sull’intreccio tra colletti bianchi e clan dei Casalesi nel Casertano (clicca qui per l’articolo). In cella sono finiti gli imprenditori Raffaele Pezzella e Tullio Iorio, ai domiciliari Piero Cappello, ex presidente dell’Asi di Terra di Lavoro, attualmente responsabile dell’area Lavori pubblici a Cesa. Inizialmente il professionista è approdato all’ente alle porte di Aversa grazie a una “chiamata diretta” del sindaco Enzo Guida (ex art. 110 Tuel). Poi è risultato vincitore di concorso come istruttore tecnico ed è stato assunto a tempo pieno e indeterminato con determina del 26 luglio scorso (link in basso). Su indicazione del primo cittadino, che è con un piede nel Pd e con l’altro nei Moderati di Giovanni Zannini, l’Utc di Cesa è stato sdoppiato per procedere all’assunzione di due funzionari. L’area Urbanistica è stata affidata a Giacomo Petrarca, anche lui vincitore di concorso, mentre il settore Lavori pubblici è finita nelle mani di Cappello. I due jolly sono stati pescati nell’ondata dei concorsi comunali finiti nella bufera per la partecipazione e la vittoria di molti parenti di amministratori locali, tra cui Carlo Perfetto, assunto a Casagiove, marito del vicesindaco Giusy Guarino, anche lei “indecisa” tra Pd e Zannini. Tra i familiari “fortunati” (idonei in attesa di assunzione in altri enti) spiccano anche la figlia del consigliere di maggioranza Nicola Autiero, il cugino dell’assessore ai Lavori pubblici Cesario Villano e il fratello e la compagna del sindaco Guida. Con l’indagine degli investigatori antimafia salta un tassello importante nel puzzle dell’organico del Comune di Cesa (foto in basso). Se gli arresti domiciliari di Cappello saranno confermati anche in sede di Riesame il funzionario sarà costretto a dimettersi o sarà sospeso lasciando vuota una casella fondamentale, ora scottante, per l’attuazione dei progetti del Pnrr e delle altre opere pubbliche. Non solo. L’inchiesta della Dda, basata anche su approfondite intercettazioni, riguarda fatti risalenti a un periodo molto recente (2020-2021) per cui potrebbero esserci successivi strascichi che vanno oltre gli anni durante i quali Cappello ha ricoperto la carica di tecnico comunale a Calvi Risorta. Nel Comune dell’Alto casertano sono finite nel mirino degli inquirenti due gare d’appalto per complessivi 3 milioni di euro. In qualità di responsabile dell’Utc e componente della commissione aggiudicatrice della gara, Cappello attraverso uno stratagemma informatico avrebbe modificato l’elenco delle ditte sorteggiate tramite l’Asmel per favorire le aziende dei due imprenditori ritenuti collusi ai Casalesi, permettendo loro di aggiudicarsi gli appalti per conto del clan. Accuse pesanti che se fossero confermate coinvolgerebbero anche altri colletti bianchi. Il cerchio si stringe. In arrivo clamorose sorprese.

LA DETERMINA DI ASSUNZIONE DI PIERO CAPPELLO A CESA

POSIZIONI ORGANIZZATIVE COMUNE CESA

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