NAPOLI – “Lunedì prossimo alla riunione dei capigruppo, alla presenza del Presidente della Commissione Sanità, verrà calendarizzata la discussione al primo consiglio regionale utile della legge sui budget di salute. L’impegno assunto dal presidente Romano garantisce un percorso certo e tempi brevi

perché si arrivi finalmente all’approvazione della norma”: lo affermano in una nota congiunta i consiglieri regionali Antonio Amato (PD), Gennaro Oliviero e Gennaro Mucciolo (PSE) che questa mattina, incatenandosi, hanno occupato la presidenza dell’aula consiliare regionale. “L’incatenamento – riferisce una nota – è stato un gesto necessario per portare ancora una volta all’attenzione del consiglio la tematica dei budget di salute. Anche di fronte allo sciopero della fame e della sete portato avanti da Peppe Pagano e dagli altri cogestori delle cooperative casertane, non si poteva rimane fermi. C’era bisogno – affermano i consiglieri – di un atto concreto che superasse l’impasse che si era venuta a determinare e desse senso alla solidarietà espressa a questi ragazzi che hanno ottenuto risultati straordinari, anche nel contrasto alla camorra, proprio grazie a questa metodologia. La discussione della legge permetterà finalmente di dare piena legittimità e regolare il sistema dei budget che, attraverso i piani terapeutici individualizzati, ha garantito il diritto alla salute a centinaia di persone svantaggiate determinando anche un forte risparmio per la spesa sanitaria regionale”. “Anche rispetto a questo risultato – affermano i consiglieri – ribadiamo la richiesta a Peppe Pagano di interrompere almeno lo sciopero della sete, e, fino alla discussione definitiva della legge parteciperemo anche noi allo sciopero della fame a staffetta cui hanno già aderito tante associazioni, cooperative, sindacati e la stessa Banca Etica”. “I silenzi e il ritardo – conclude il consigliere regionale, Gennaro Mucciolo – rappresentano il punto più critico e sconcertante; evidentemente questo governo regionale sembra non aver alcun interesse a risparmiare e qualificare le attività del terzo settore, forse non si vogliono scardinare interessi consolidati da anni nella nostra Regione Campania”. Il gruppo di imprese sociali Gesco esprime la propria solidarietà a Giuseppe Pagano, il presidente dalla cooperativa sociale Agropoli di San Cipriano d’Aversa (Caserta) che da lunedì scorso è in sciopero della fame e della sete. “Una forma di protesta estrema intrapresa da Pagano – che gestisce anche il ristorante Nuova Cucina Organizzata (NCO) nato su un bene confiscato alla camorra – per contrastare i tagli alla spesa socio-sanitaria. Siamo vicini a Giuseppe Pagano – dichiara Michele Gargiulo, il presidente del gruppo di imprese sociali Gesco – che ha aiutato tanti ragazzi, tra loro anche disabili, del difficile territorio agro-aversano ad uscire dall’isolamento e ad affermare i propri diritti. Un lavoro dal valore sociale inestimabile che ora è messo a dura prova dai tagli alla spesa socio-sanitaria e dai gravi ritardi nei pagamenti al terzo settore”. “Il nostro pensiero – aggiunge Gargiulo – va anche a tutti gli operatori sociali che oltre da tredici mesi non vengono pagati e che, insieme agli utenti dei servizi e delle strutture che rischiano di chiudere, finiscono per essere le prime vittime della crisi del welfare in Campania”. “Non è possibile abbandonare chi lavora nel sociale, soprattutto in un territorio di camorra. Noi siamo dalla parte di Peppe Pagano e della sua operativa ‘Agropoli citta’ dell’Agro. Chi deve intervenire e dare risposte lo faccia”. A sostenerlo è Enzo Amendola, segretario regionale del Pd Campania, che solidarizza con il fondatore della Nuova Cucina Organizzata operante nell’Aversano. Pagano ha avviato lo sciopero della fame e della sete per protestare contro il taglio da parte dell’Asl di Caserta del sistema dei budget di salute. “Umiliare le tante esperienze impegnate quotidianamente al servizio della collettività è da irresponsabili. La Nco è un tassello importante nella rete della solidarietà in provincia di Caserta e in regione – aggiunge Amendola – e come tante altre associazioni, molte delle quali gestite da giovani, ha bisogno innanzitutto del sostegno delle istituzioni e della politica”. “Questi ragazzi rappresentano una speranza per un territorio troppe volte umiliato e offeso. Così facendo ne decretiamo la morte. Servono risposte – conclude Amendola – che devono arrivare dalle istituzioni, a partire dal presidente della giunta regionale Stefano Caldoro. Rimanere soli vuol dire essere più deboli e noi non possiamo permetterlo”. “Esprimo la mia solidarietà e il mio sostegno a Peppe Pagano, il fondatore della Nuova Cucina Organizzata, che da lunedì è in sciopero della fame e della sete per protestare contro lo smantellamento del sistema dei budget di salute in provincia di Caserta”. Lo dichiara Luisa Bossa, deputata Pd, componente della commissione antimafia, che oggi ha parlato della vicenda in Aula a Montecitorio, nel corso della discussione di una sua interpellanza urgente al Governo. “Ho potuto constatare personalmente – dice la deputata napoletana – l’impegno di decine di ragazzi e cooperative che in territori complessi come Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa, Sessa Aurunca, sono riusciti a valorizzare e restituire alla città tanti beni e terreni confiscati alla camorra. Con il lavoro delle persone svantaggiate coinvolte nei progetti terapeutici individualizzati previsti dai budget di salute, si sono realizzate esperienze straordinarie. Questi ragazzi hanno messo a repentaglio la loro incolumità, subendo più volte minacce e intimidazioni dalla criminalità organizzata. E’ assurdo che oggi siano le istituzioni, innanzitutto l’Asl, a compromettere quanto realizzato in anni di duro lavoro”. “Le cooperative – conclude la Bossa – non sono pagate da oltre un anno, La Regione Campania continua a lasciare il sistema dei budget di salute in un limbo normativo che consente poi l’azione di smantellamento in atto. E’ necessario un atto deciso del Presidente della Giunta e del Consiglio Regionale per evitare che si faccia un favore alla camorra, costringendo queste cooperative a riconsegnare le chiavi dei beni confiscati che fino ad oggi hanno straordinariamente riutilizzato”.

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