CASERTA – Nel 2007 circa 550 infermieri dell’Asl di Caserta conferirono il mandato professionale all’Ufficio legale della Cisl Fp di Caserta nella persona dell’Avv. Paolo Galluccio per recuperare le somme illegittimamente sottratte (che variano tra € 2.000,00 ed € 7.500,00 pro capite ) al personale infermieristico ed inerenti l’art. 44 comma 6. Ed invero, ai dipendenti, a seguito di apposito accordo aziendale avvenuto in data 12.09.2000 e seguito da apposito atto deliberativo n° 864 del 20.12.2000 con cui veniva costituito e finanziato anche un fondo, veniva riconosciuta l’indennità di malattie infettive al personale operante nei reparti Sert, centri Hiv, laboratori di analisi, pronto soccorso e gastroenterologia, riconoscendo a detto personale quelle condizioni di particolare disagio, pericolo o danno, meritevoli di remunerazione accessoria.

In forza di detto accordo, l’Asl Caserta, prima aveva riconosciuto tale disagio e, conseguentemente, tale indennità, poi ritrattava il tutto provvedendo a recuperare le predette somme. Orbene Il Giudice Unico del Lavoro del Tribunale di S. Maria C. Vetere Dott.ssa C. Ruggiero con sentenza pubblicata la settimana scorsa : “ condanna l’Asl Caserta al ripristino dell’indennità di cui all’art. 44 comma 6 lettera c) CCNL 94/97, per ogni giornata di effettiva presenza nel servizio con decorrenza negli ultimi 5 anni maggiorata degli interessi, rivalutazione e spese legali”. Il Segretario Provinciale della Cisl Fp Sanità, ferma la grande soddisfazione svolta dall’Ufficio legale lancia un monito alla Dirigenza Asl Caserta “E’ arrivato il momento di risolvere tutto il contenzioso legale riguardante il personale dipendente. Evidenzio altresì che l’Asl Caserta sulle questioni contrattuali sebbene soccombente in maniera costante, continua e persevera in un comportamento di inutile, defatigante oltre che onerosa resistenza. L’auspicio resta quello che in ossequio ai principi di buon andamento della pubblica amministrazione, l’Azienda anzicchè resistere in tutti i gradi e stati di giudizio, anche in presenza di una giurisprudenza costante, possa porre in essere dei tavoli istituzionali per dirimere migliaia di ricorsi legali dei dipendenti in maniera bonaria e soprattutto per evitare aggravi di spesa che andrebbero a ripercuotersi direttamente sull’erogazione dei servizi sanitari”

 

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