Droga nel carcere di Carinola con il drone, tredici misure cautelari

Indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) sull’arrivo di droga nel carcere casertano di Carinola, con l’esecuzione da parte dei carabinieri di dieci misure cautelari – arresti domiciliari e divieti di dimora nelle province di Napoli e Caserta.

L’indagine dell’ufficio inquirente (Procuratore Carmine Renzulli) è nata per approfondire i canali di approvvigionamento della droga utilizzati da alcuni detenuti che spacciavano soprattutto hashish all’interno del carcere, nessun agente è coinvolto nell’inchiesta. I carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno così scoperto che i detenuti ordinavano la droga attraverso soggetti esterni al carcere e la facevano entrare attraverso droni manovrati dall’esterno che portavano un cavo con attaccate un pacco contenente le dosi e spesso anche cellulari; in un altro caso la droga veniva messa un un pallone da calcio lanciato dall’esterno all’interno del cortile del carcere; dove veniva recuperata dai detenuti.     Una volta dentro, la droga veniva venduta ad un prezzo superiore del 100% rispetto all’esterno e gli acquirenti pagavano ricaricando le carte prepagate Postepay intestate a soggetti diversi dagli spacciatori.

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