Evitera’ la prigione, ma rischia di passare il resto della vita sepolto in un manicomio criminale di massima sicurezza. E’ il probabile destino di Anders Behring Breivik, lo spietato autore dei massacri di Oslo e Utoya che il 22 luglio uccise a sangue freddo 77 persone, ne feri’ 151 e sconvolse le certezze di un intero paese fondato sulla tolleranza, il senso di responsabilita’ collettivo e la liberta’ individuale. Il norvegese di 32 anni, figlio di un diplomatico ed immaginario capo di una rivoluzione culturale anti-marxista ed anti-islamica, e’ affetto da ”schizofrenia paranoide”, secondo la perizia psichiatrica che stamani e’ stata depositata al Tribunale di Oslo.

In altre parole, e’ un malato incapace di intendere e volere secondo il sentire comune, sconvolto dalle delusioni e dalle disillusioni, che ha canalizzato gli ultimi nove anni della vita a concepire e realizzare il piano perfetto. La perizia, 243 pagine, e’ stata redatta dagli psichiatri Synne Serheim e Torgeir Husby sulla base di 13 incontri per un totale di 36 ore di interviste con Breivik che, da quando venne arrestato sull’isola di Utoya dove aveva cercato di annegare nel sangue un’intera generazione di giovani laburisti, e’ chiuso nella prigione di massima sicurezza di Ila, nei pressi di Oslo. Per essere utilizzata in Tribunale la perizia dovra’ essere convalidata dal Consiglio dei medici legali. Il testo integrale e’ stato secretato, ma il procuratore Inga Bejer Engh ne ha resi noti i punti principali. I medici descrivono Breivik come una persona che vive chiuso nel suo mondo di delusioni, convinto di aver ucciso per amore del suo popolo arrogandosi il diritto di decidere chi dovesse vivere o morire. In piu’ sottolineano aspetti esposti dallo stesso Breivik nel delirante ‘manifesto’ di 1500 pagine postato in rete poche ore prima di piazzare il furgone bomba sotto il palazzo del governo a Oslo e andare a far strage nel campus dei giovani laburisti: ovvero che considera se stesso come un Templare, un ‘Cavaliere perfetto’ che voleva mettere in atto un progetto di ”allevamento” della gioventu’ e che sara’ ricordato come l’iniziatore di una rivoluzione in Norvegia ed Europa. La perizia non impedira’ che il processo contro Breivik – reo confesso che si e’ pero’ sempre dichiarato ‘non colpevole’ proprio perche’ autore di un massacro ”necessario” – cominci regolarmente il 16 aprile. Se il Tribunale, come normalmente succede nella giurisprudenza norvegese, ne terra’ pienamente conto, Breivik non potra’ essere condannato ad una pena detentiva. Ma la Norvegia e’ determinata a non permettere che Breivik possa sfruttare la liberalita’ del suo ordinamento giudiziario, che non prevede piu’ di 22 anni di prigione. Nei mesi scorsi, il paese ha continuato a chiedersi – nei dibattiti tv, in rete e sui giornali – come impedire che l’assassino di Oslo e Utoya se la cavi a buon mercato. La risposta e’ nelle parole della Bejer Engh: ”Se Behring Breivik non potra’ essere giudicato responsabile, alla fine del processo chiederemo al tribunale che venga sottoposto a trattamento psichiatrico obbligatorio”. Con una precisazione: ”Questo gli puo’ essere somministrato a vita”

 

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