Oggi, 28 maggio, poco prima delle 14:00, ha avuto luogo il brillamento di una bomba d’aero americana del tipo DEMO da 500 libbre. La delicata operazione è stata eseguita da un team di Palombari del Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) del Raggruppamento Subacquei Incursori “Teseo Tesei” della Marina Militare. L’ordigno, posizionato a pochissima distanza dal metanodotto subacqueo che porta il gas all’isola di Procida, si trovava a circa 20 metri di profondità, a poco meno di un miglio e mezzo dalla costa. Dopo una fase preparatoria, una coppia di Palombari della Marina si è immersa sulla verticale segnalata e, in circa un’ora di lavoro, è riuscita a liberare l’ordigno dalla coltre di sabbia che lo ricopriva in gran parte. Quindi si è proceduto all’imbragatura della bomba che, con l’ausilio di alcuni palloni gonfiabili, è stata portata a circa 3 metri dal pelo dell’acqua ed agganciata ad un apposito galleggiante. Questo, a sua volta, è stato preso al rimorchio da una pilotina della locale Guardia Costiera che, a lentissimo moto, ha trasportato l’ordigno a circa tre miglia dalla costa, in un’area lontana da condotte sottomarine elettriche e metanifere, su una verticale di circa 70 metri d’acqua ed un fondale sabbioso. A quel punto il galleggiante, con appesa la bomba, è stato ripreso dal gommone dello S.D.A.I. e due Palombari della Marina si sono immersi per procedere all’ultima fase della difficile operazione: il brillamento.

Sono state fatte allontanare tutte le altre imbarcazioni appoggio mentre le unità della Guardia Costiera garantivano la completa interdizione dell’area per un raggio di circa 500 metri. I Sub della Marina hanno quindi legato alla bomba due “contro cariche” di tritolo da 6 kg l’una, applicandovi poi dei detonatori elettrici collegati con un filo elettrico all’apposito meccanismo per la detonazione che era posizionato sul battello appoggio. Appena sono risaliti a bordo i sub della Marina ed è stata verificata l’assenza di imbarcazioni all’interno del perimetro di sicurezza, è iniziato il conto alla rovescia che è terminato con il brillamento del residuato bellico che ha creato una colonna d’acqua alta oltre una decina di metri.

Con l’approssimarsi della stagione balneare, potrà capitare anche a  bagnati e subacquei dilettanti di rinvenire sul fondo delle coste italiane degli oggetti “strani”. In questi casi è fondamentalenon avvicinarsi ad essi, non cedere alla curiosità di scoprire la loro natura e segnalare tempestivamente il luogo del rinvenimento e la presunta natura degli oggetti alla più vicina Capitaneria di Porto o telefonare al numero verde della Guarda Costiera per le emergenze in mare “1530” per comunicare la circostanza. Solo così si contribuisce al bene ed alla sicurezza di tutti.

 

{gallery}brillamento{/gallery}

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui