Solo degli ingenui avrebbero approvato il Puc a 6 giorni dal voto senza prevedere che lo strumento urbanistico sarebbe stato avvolto dai fasci luminosi di riflettori accesi a tutti i livelli e in tutte le sedi. Michele Apicella e la sua squadra non sono così sprovveduti. Hanno varato il Puc nonostante il clamore politico, mediatico e di ogni genere. Una scelta consapevole dal retrogusto amaro del tornaconto elettorale o peggio ancora forse dettata da pregressi impegni inderogabili da onorare ad ogni costo. Ed ecco che nel giro di poco la facile previsione si è avverata.
PERMUTE LAST MINUT SOSPETTE
A quanto pare i faldoni del Puc sono finiti sotto la lente di ingrandimento. Sarebbero in corso accertamenti in particolare sulle permute dei terreni “valorizzati” dal nuovo piano, avvenute a ridosso dell’approvazione dello strumento urbanistico. Vasti appezzamenti inseriti nelle zone edificabili, con un’impennata del loro valore e soprattutto con la possibilità di fare affari d’oro nel mercato del mattone. Non si tratterebbe quindi di permute per edilizia domestica ma di compravendite che garantiranno agli acquirenti dei fondi di realizzare grandi complessi immobiliari. In altre parole, dietro il giro di permute ci sarebbero gli imprenditori del cemento, coloro i quali non vedevano l’ora che il Puc andasse in vigore per capitalizzare al massimo i propri investimenti last minute sui terreni.
POSSIBILI CONFLITTI DI INTERESSE
Dalle verifiche sulle permute ai controlli sulla destinazione residenziale di fondi di proprietà di amministratori locali, di loro congiunti o di persone a loro riconducibili il passo è breve. Un altro capitolo caldo che potrebbe riservare sviluppi clamorosi al punto da far scattare le sirene d’allarme. In caso di riscontri, altrettanto breve sarebbe il salto dall’ambito amministrativo a quello penale. Che la documentazione allegata al del Puc fosse molto carente lo ha detto e scritto a chiare lettere la Provincia di Caserta, che ha rimarcato l’impossibilità di esprimere parere favorevole per la mancata produzione di atti importanti richiesti al comune e mai forniti dall’ente locale. Si è preferito andare di fretta con la scusa, ad onor del vero molto debole e palesemente capziosa, di dover dare risposte ai cittadini in attesa da anni dello strumento urbanistico. Rimandare a dopo il voto, ovvero di pochi giorni, il via libera allo strumento urbanistico non avrebbe penalizzato la popolazione. Al contrario avrebbe garantito che gli aspetti tecnici fossero curati per bene ottenendo il parere positivo anche della Provincia che pur non essendo vincolante è pur sempre obbligatorio. In buona sostanza seguire il corretto iter amministrativo non avrebbe implicato perdite di tempo. Invece la forsennata corsa di Apicella e della sua coalizione rischia seriamente di creare un forte clima di incertezza attorno al Puc. Uno strumento urbanistico che potrebbe finire “sub iudice” creerebbe ingenti danni soprattutto a cittadini in attesa dei permessi di costruire per edilizia domestica, l’anello più debole della filiera del cemento.
SPUNTA LA COMPRAVENDITA DI VOTI
Un altro filone caldo, che potrebbe rendere l’estate politico-amministrativa rovente, riguarda la presunta compravendita di voti, messa a sistema durante la campagna elettorale. Oltre ai santini dei candidati sarebbero circolate anche mazzette di soldi. Alcune persone sarebbero state fermate con migliaia di euro in tasca mentre facevano propaganda. Se questi fatti venissero accertati sul voto calerebbe una cappa plumbea. E i rivolti sarebbero imprevedibili. Sicuramente poco piacevoli per chi avrebbe offerto denaro in cambio di voti. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per una lunga estate calda con un autunno e un inverno altrettanti infuocati.
Mario De Michele





