L’autorita’ Garante per la concorrenza e per il mercato sta gia’ conducendo una indagine sulle assicurazioni obbligatorie per la responsabilita’ civile automobilistica. Lo ribadisce, a Ravello (Salerno), il presidente Antonio Catricala’ per il quale i problemi ci sono, tanti. E le riforme da fare anche, in primis quella ”del sistema distributivo

ancora basata molto sul monomandato”. Pero’ si dice ”fiducioso”, anche perche’ ”sappiamo quali sono i punti deboli”. ”Probabilmente il meccanismo dell’indennizzo diretto non ha funzionato come immaginavamo – sottolinea – questo e’ successo anche perche’ le compagnie non hanno interesse a creare efficienza nella gestione dei costi perche’ il meccanismo dell’indennizzo diretto si basa sui rimborsi in una stanza di compensazione e questi rimborsi sono basati su una formula che tiene conto dei costi storici, noi suggeriamo di inserire un fattore che tenga conto dell’efficienza”.

”Non riteniamo che il problema principale siano le frodi, tanto e’ vero che incidono solamente per il 2-3% sul totale dei sinistri, o quantomeno queste sono le frodi che le assicurazioni riescono a scoprire – dice ancora – loro tendono a spostare sul pubblico l’onere di scoprire queste frodi, ma non e’ cosi’ negli Stati Uniti o nel Regno Unito, dove le assicurazioni hanno una propria intelligence. Noi suggeriamo alle nostre assicurazioni di fare di questa intelligence un asset aziendale che possa portare grandi risparmi”. Questo, per Catricala’ ”si deve aggiungere ad altre riforme, la piu’ importante di tutte e’ la riforma del sistema distributivo ancora basata molto sul monomandato”. ”Sappiamo che soprattutto le grandi compagnie tendono ad ostacolare gli agenti plurimandatari – conclude – e invece quando c’e’ un agente plurimandatario la concorrenza fa da sola il lavoro che serve ai consumatori, cioe’ quella di ridurre i prezzi. C’e’ tanto da fare ma siamo fiduciosi, almeno sappiamo quali sono i punti deboli”.

A Napoli, ormai, si registra un aumento spropositato delle tariffe e questo determina che la maggior parte dei veicoli, spesso, non sono provvisti di assicurazione. Non solo, a causa di tutto cio’ ”c’e’ un mercato di contrassegni falsi”. Ecco perche’, dice Catricala’, ”nel disegno di legge che e’ presente in Senato abbiamo segnalato l’opportunita’ di una norma, gia’ scritta, che prevede la dematerializzazione di questi contrassegni”. Il fatto che tanti veicoli non siano assicurati, per il presidente dell’Autorita’ Garante e’ ”un dato che preoccupa molto”. ”L’allontanamento delle compagnie da alcune zone, non proprio l’abbandono ma lo scoraggiamento che c’e’ verso l’assicurazione obbligatoria in zone del sud in particolare in questa area campana rendono onerosi i premi, le tariffe e c’e’ una maggiore corsa all’elusione”, spiega.

”C’e’ purtroppo un mercato di contrassegni falsi – conclude – nel disegno di legge che e’ presente in Senato abbiamo segnalato l’opportunita’ di una norma, gia’ scritta, che prevede la dematerializzazione di questi contrassegni e quindi una migliore gestione della falsita’. Perche’ e’ chiaro che si puo’ contraffare un pezzetto di carta ma non un file che risulterebbe immediatamente alla polizia”.

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