Trentamila presenze al borgo in nove giorni, 4600 biglietti venduti, dieci comuni coinvolti, due film prodotti, 162 minuti di esposizione radiofonica e televisiva nazionale. Questi sono solo alcuni dei numeri registrati dal festival “Settembre al Borgo – quarantuno” che nella sala giunta della Provincia di Caserta,

sono stati resi noti dal direttore artistico Casimiro Lieto nel corso della conferenza stampa di chiusura della manifestazione targata Provincia. Un’occasione per incontrare i giornalisti prima del gran finale che stasera, con Francesco Renga in concerto al teatro della Torre e il duo comico Bove e Limardi in piazza Vescovado, chiuderà i battenti sull’onda del successo di pubblico e critica. Al tavolo dei relatori, oltre a Casimiro Lieto, Ida Pizzorno, responsabile dell’ufficio coordinamento dell’area Turismo e Beni Culturali della Regione Campania, e il presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi. Di seguito gli interventi dei relatori: Ida Pizzorno: “Il successo di questa edizione del festival ha un valore aggiunto per la Regione Campania: conferma, con i numeri registrati, che quando la proposta progettuale vale, il risultato premia. Il turismo è cambiato, è divenuto attivo e partecipe, non più disposto ad accontentarsi dei classici pacchetti chiusi che un tempo funzionavano. Il visitatore è divenuto “visitattore”, amante del bello, della qualità, dell’offerta museale, culturale, architettonica, naturalistica da una parte, ma anche di una offerta innovativa, e di un territorio da usufruire e da vivere da protagonista. Questo l’elemento vincente che ha connotato il progetto dell’edizione 2011 del festival al borgo proposto dalla Provincia di Caserta e che la Regione Campania non ha avuto dubbi a finanziare. Occorre proseguire su questa linea, perché è evidente che il turismo a Caserta non è all’anno zero, ma occorre mettere a sistema l’indotto che ruota intorno al turismo in ogni sua coniugazione”. Domenico Zinzi: “Il festival di quest’anno ha concretizzato un desiderio: irradiare la festa del borgo a tutto il territorio provinciale tanto da renderlo cassa di risonanza rivolta alla platea nazionale. Ed è stato così, grazie al coinvolgimento di nove comuni casertani, e ad un cartellone d’eventi che accontentava tutti i gusti. Jazz, musica popolare, musica sinfonica, pop, rock, e spettacoli comici e di cabaret che chiudevano le serate al borgo. E poi grande attenzione alla grande tradizione enogastronomica del nostro territorio, con ristoranti e menù tipici proposti dal festival ogni sera. Insomma, il festival “quarantuno” è riuscito ad essere popolare e di nicchia allo stesso tempo, raccogliendo consensi da un pubblico variegato che ogni pomeriggio e sera premiava la manifestazione affollando le nove piazze dei comuni e le vie del borgo, il duomo e il teatro della Torre. Per un amministratore la più grande soddisfazione resta quella di aver saputo ascoltare le richieste della gente traducendole in risposte concrete. E le risposte concrete proseguiranno a Casertavecchia come in città, dal centro fino ai confini di Terra di Lavoro per meritare ancor più quella centralità che il nostro territorio merita e che la Regione Campania potrebbe ancor più riconoscergli”. Casimiro Lieto: “Sono soddisfatto del risultato soprattutto perché ho ripagato la fiducia del presidente Zinzi che, come Provincia, per la prima volta si trovava a gestire un evento storico e attesissimo come il festival al Borgo. Ha creduto nel mio progetto e i risultati premiano lui, prima che me. Personalmente, dopo cinque anni di assenza dal borgo, anche per me era una prova da non fallire. Non nego qualche che si possa ancora fare meglio e che, iniziando fin da subito a lavorare per il futuro, il Festival e il Borgo possano ancora darci moltissime soddisfazioni. Tornando all’edizione che va in archivio, si è lavorato perché il Settembre al Borgo fosse un racconto corale, dalla civita alla valle, dal palco alle platee e viceversa, ed è stato così. Vincente la scelta di rendere gratuito quasi l’ottanta per cento degli spettacoli proposti e anche lì dove era necessario pagare per assistervi, ossia i concerti alla Torre, un maxischermo in piazza Vescovado (che trasmetteva in diretta le immagini del palcoscenico principale) ha rimesso in pari i conti e raddoppiato l’utenza di spettacolo senza che per questa si dovesse acquistare alcun tagliando. Abbiamo fatto vendere al botteghino anche i biglietti riservati alle autorità, quando le stesse non si son presentate a ritirarli entro le 20.30. Insomma, il pubblico è stato il vero protagonista della Rassegna, anche negli allestimenti : allo spettacolo di Vinicio Capossela – tanto per dirne una – c’e’ stato (più d’uno) che ha potuto godersi l’artista ad un palmo di mano. Se non è festival questo? Sul futuro dell’evento credo che il “cantiere” sia già stato aperto : ho sentito che si sta mettendo in piedi una “consulta permanente” e il titolo sarebbe già tutto un programma, anzi un cartellone, Casertavecchia tutto l’anno. Credo che la Presidenza Zinzi voglia partire da questo e non spegnere i riflettori sul Borgo a Festival finito. Stavolta mi sembra si faccia veramente sul serio. E voglio credere, almeno per una volta, che le apparenze non ingannino”.

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