Il rinvio dell’uscita era diventato un caso internazionale, ma ora ‘Il vero amore’, quarto capitolo della collaborazione tra il cantante Mariano Apicella e l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha una data ufficiale di uscita nei negozi, dove arriverà il prossimo 22 novembre,

con un’affettuosa dedica del cantante al celebre autore dei testi (“una persona a me molto cara e speciale che non finirò mai di ringraziare fino all’ultimo giorno della mia vita, il presidente Silvio Berlusconi”). I più maliziosi avevano scritto che l’uscita del disco, prima prevista per settembre, poi slittata a ottobre, con tanto di party di presentazione, era stata rinviata a data da destinarsi per ragioni di opportunità politica, dovute alla crisi economica. Ma per Mariano Apicella non è affatto vero che non era tempo per canzonette per l’allora premier: “Sono tutte stronzate – sottolinea il cantante napoletano al telefono con l’ANSA – il motivo è esclusivamente tecnico. Io non ho nessun contatto con la politica, ho la fortuna di essere amico di Silvio Berlusconi e di collaborare con lui, ma chi comanda è il cantante, non l’autore, il disco lo faccio io e decido io quando esce”. Dietro i ritardi nella pubblicazione dell’album, canzoni d’amore e ballate, alcune in napoletano, con un’imprevista virata sirtaki e una certa ispirazione samba, “c’é solo un problema con l’arrangiatore, con cui ho deciso di incidere di nuovo un pezzo, ‘Ma se ti perdo’. Non c’é stata – ribadisce – nessuna pressione da parte di Berlusconi e la politica e la crisi non c’entrano nulla”. Per ora non è prevista alcuna presentazione ufficiale del disco, lanciato dal singolo ‘Se tu non fossi tu’ con video girato a Palazzo Té di Mantova, “ma se si farà qualcosa, magari un aperitivo – ipotizza Apicella – sarà a Milano”. ‘Il vero amore’, prodotto da Angelo Valsiglio, è il quarto album scritto a quattro mani dal sodalizio Apicella-Berlusconi: nel 2003 uscì il disco di musica napoletana ‘Meglio ‘na canzoné, nel 2006 ‘L’ultimo amoré, l’anno successivo ‘Napoli nel cuore’. “Con Berlusconi in questi 12 anni non è cambiato nulla – racconta il musicista – quando qualcosa ci frulla in testa ci confrontiamo per valutare se finirla o buttarla via. Ognuno lavora a casa propria, poi ci incontriamo per la fusione di testi e musica”. “Lavorare con me per lui è sempre stata l’occasione per staccare la spina e poi – continua – la sua passione per la musica è cosa nota”. Ultimamente, però, avrete avuto poco tempo per incontrarvi…’Ma no – puntualizza – sono passato giovedì scorso da Palazzo Grazioli a prendere una chitarra e ci siamo salutati come sempre, certo, era un po’ indaffarato e l’ho visto stanco e tirato”. Insieme a Berlusconi, Apicella si è esibito per Putin e Blair, ora che non è più presidente del Consiglio, non teme di non avere più occasioni simili? “Per me l’importante è avere la sua amicizia, il resto non conta, per me cantare per Putin o un operaio della Fiat è la stessa cosa”. E le famose serate ad Arcore? “Quando sono da Berlusconi non parlo di serate, ma di cene, hanno scritto che ero presente anche quando non c’ero, ma in ogni caso – conclude – la verità la sappiamo solo noi”.

 

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