La notizia della chiusura del Madre di Napoli, per lui, e’ “una buona notizia. Hanno fatto bene. Era ora”. Vittorio Sgarbi va controcorrente e, dalle pagine de ‘Il Mattino’, rilancia: “Datelo a me, lo condurro’ a costo zero”, facendone “un polo artistico invidiato e redditizio”. Condizione per prendere in carico la gestione del museo partenopeo e’ pero’, per Sgarbi, la sua totale privatizzazione.

“I musei d’arte contemporanea devono essere affidati a privati”, dice, e affonda: “E’ un mondo dove regna il mercato, che e’ una mafia peggiore della camorra. E’ un circolo di persone ricche che specula e fa i prezzi secondo il proprio interesse e il proprio discutibile gusto. Vi siete mai chiesti perche’ un’opera di Hirst costa piu’ di un Mantegna?”. Il cricito porta come esempio la Biennale di Torino in corso nella capitale piemontese, che ha curato lui stesso insieme a Giorgio Grasso. “Stiamo ospitandoi quasi mille artisti -dice- di cui almeno il 30% e’ del sud, con oltre tremila opere esposte nella Sala Nervi in un’area enorme di 14mila metri. Abbiamo fatto tutto con 100mila euro”.

 

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