di Antonio Ciontoli*

Questa volta, amici di Fb e non solo, vi chiedo un contributo di analisi e di idee. Non l’ho mai fatto prima, ma vista la delicatezza del tema, mi sta a cuore condividere con Voi e questa sconfinata piazza, un mio pensiero di contrarietà ed avversione ad un certo modo di fare. Tacere equivarrebbe a dar ragione a chi ha alzato verbalmente il sipario della decenza. Non ho ritenuto di soprassedere, come fanno tutti quelli che si nascondono, pur avendo un ruolo pubblico, chiarendo e mediando poi con i singoli, privatamente, ma ho sentito forte il dovere di esser chiaro e rispettoso di me stesso, del mio quotidiano impegno, delle persone che mi vogliono bene e che sopportano le mie lunghe pause politiche, di chi mi ha conferito la preferenza elettorale come uomo della gente e non come politico che usa il potere “pro domo sua”. Ho letto di una cena tra imprenditori da cui sn emerse parole pesantissime. Son sconcertato anche per la conoscenza diretta e la correttezza che riconosco a tanti di loro. Non obietto e non mi soffermo sul giudizio di inadeguatezza espresso per la attuale politica. Di questi tempi ognuno ha ragione, anche se i punti di vista andrebbero ponderati e mediati con lo stato dei luoghi e con l’impegno ed il contributo che ciascuno mette nel far crescere la propria comunità. Ma, così come nn ho mai chiamato, per cultura e fino a prova contraria di colpevolezza, “corruttore” un imprenditore, in analogo modo nn accetto che si parli in via artata generica e strumentale di una politica “corrotta” nella istituzione cittadina.

Ho sempre riflettuto, senza arrivare ad una conclusione, sul nesso esistente tra corrotto e corruttore, su cui confesso, ho sul serio una totale inadeguatezza nella capacità di analisi, nn conoscendo l’animo di chi gioca per interessi personali e privati e contro gli interessi larghi e diffusi della gente. Respingo, pertanto, l’affermazione, invitando chi l’ha pronunciata a fare i nomi, visto la precisione e la voluta virgolettatura della accusa. Questa volta la pietra faccia esporre la mano che l’ha tirata o taccia! Inviterei anche a riflettere che in quella cena siedeva pure chi ha aperto un contenzioso con la città di Caserta, diffidando prima a portare la pratica in consiglio e poi denunciando il sottoscritto e la maggioranza dei consiglieri per aver votato contro una pratica che denominata “Housing sociale” puntava alla realizzazione di 300 appartamenti in Via Borsellino. Su quel tema esiste un lunghissimo dibattito in consiglio ed un deliberato che, per quanto nn gradito, nn può essere impugnato in sede giudiziaria ed oggi con la nascita di un partito o area di pressione.

Comprendo i disagi di tutti, gli effetti della pesantissima crisi, le conseguenze derivate dallo sgretolamento della Brianza del Sud e dallo sconvolgimento di Terra di Lavoro, mi compenetro e per questo lotto, per la esigenza di un radicale cambio di passo, per una diversa capacità di ascolto e di interazione con il cuore pulsante della economia casertana, provo a soffermarmi finanche sul possibile errore lessicale di chi ha espresso il concetto, ma non posso mai consentire a nessuno di infierire anche genericamente sulla mia dignità che non può essere strumento nelle mani di nessuno e men che mai posta in balia di rivendicazioni e progetti altrui! Di tanto vorrei che ciascuno di Voi fosse edotto!

*Consigliere comunale di Caserta

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