Il caro energia è, lo ha sottolineato la presidente Giorgia Meloni, un problema che ha la priorità. Il passaggio chiave del discorso programmatico di Meloni è questo: «Sarà necessario mantenere e rafforzare le misure nazionali a supporto di famiglie e imprese, sia sul versante delle bollette, sia su quello del carburante, un impegno finanziario imponente che drenerà gran parte delle risorse reperibili e ci costringerà a rinviare altri provvedimenti che avremmo voluto avviare già nella prossima legge di bilancio». Quindi: subito interventi sulle bollette che sono aumentate a dismisura a causa della guerra d’invasione russa. Ma nella visione dell’esecutivo c’è anche una riformulazione della tassa sugli extraprofitti e provvedimenti per migliorare e aumentare la produzione domestica di energia (gas e rinnovabili). E infine ha annunciato il taglio del cuneo fiscale: almeno cinque punti, ha detto. Vediamo quali sono i gli interventi annunciati più significativi. La norma sugli extra profitti va riscritta, ha detto la premier. Ha parlato di situazione in cui le risorse sono scarse e quindi «richiedono scelte». Sul tema dell’energia, il Governo opererà su tre piani: il contrasto alla speculazione, a livello europeo e nazionale, attraverso un price cup dinamico e la separazione del prezzo del gas da quello di altre fonti energetiche; le misure emergenziali di sostegno, da finanziare con gli extraprofitti e con l’extragettito dello Stato; gli interventi strutturali, fra cui lo sblocco delle procedure riguardanti il rigassificatore di Gioia Tauro. Flessibilità pensionistica in uscita. Meloni è d’accordo ma dice anche che bisogna muoversi rispettando i parametri di bilancio. Verranno, dunque, confermati e prorogati i provvedimenti in vigore oggi e che scadono a fine anno. Stiamo parlando di Opzione donna Ape sociale e Quota 102. Meloni, nel suo discorso programmatico alla Camera, ha detto che le «tutele adeguate vanno riconosciute anche a chi, dopo una vita di lavoro, va in pensione o vorrebbe andarci». «Intendiamo facilitare la flessibilità in uscita con previdenziale partendo, nel poco tempo a disposizione per la prossima legge di bilancio, dal rinnovo delle misure in scadenza a fine anno, ma la priorità per il futuro dovrà essere un sistema pensionistico che garantisca anche le giovani generazioni e chi percepirà l’assegno solo in base al regime contributivo, perché è una bomba sociale che noi continuiamo a ignorare, ma che in futuro investirà milioni di attuali lavoratori che si ritroveranno con assegni addirittura molto più bassi di quelli, già inadeguati, che vengono percepiti oggi».

Sì ad alzare il tetto del contante, cioè il limite con il quale si può pagare con soldi liquidi invece che con il bancomat o la carta (pagamenti digitali). La premier ha negato la correlazione tra contante e sommerso durante la sua replica al Senato ieri, ha ricordato che la Germania non ha una misura simile, e ha confermato che il Governo metterà mano al tetto che penalizza le classi più svantaggiate. «C’è anche un tema tecnico che voglio ricordare: l’unica moneta con corso legale in Italia e in Europa sono le banconote cartacee emesse dalla Bce. Dunque la moneta elettronica non è moneta a corso legale: lo dice la Banca d’Italia. E non per caso la Bce ha richiamato più volte i governi di sinistra sul tema del limite all’utilizzo del contante perché di fatto penalizza i più poveri», ha detto Meloni. Perché se ne parla? Perché ieri mattina la Lega ha depositato un progetto di legge per portare il tetto a 10.000 euro, oggi a 2.000 euro con la prospettiva di scendere a 1.000 euro dall’inizio di gennaio. Se non puoi lavorare serve, secondo la premier Meloni, un doveroso sostegno economico. Mentre per chi è in grado di lavorare la soluzione – sottolinea – non può essere il reddito di cittadinanza, ma il lavoro, la formazione e l’accompagnamento al lavoro, anche sfruttando appieno le risorse e le possibilità messe a disposizione dal Fondo sociale europeo, perché, per come è stato pensato e realizzato, il reddito di cittadinanza ha rappresentato una sconfitta per chi era in grado di fare la sua parte per l’Italia, oltre che per se stesso e per la sua famiglia. Oggi le fa eco Matteo Salvini che abbina il concetto di Rdc ai furbetti che lo percepiscono senza averne diritto. «Rivedere il Reddito di cittadinanza e tagliare sprechi e regali ai furbetti, e coi soldi risparmiati garantire pensione a chi fatica da una vita e lavoro sicuro ai giovani. Volere è potere».

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