Opposizioni all’attacco dopo che l’ufficio di presidenza della commissione Bilancio ha stabilito la ripresa dei lavori sulla manovra alle 18.30. Il centrosinistra proponeva di riprendere alle 14 ma – secondo quanto riferito – ha prevalso la linea della maggioranza. «Usano i tempi della commissione per farsi i fatti loro», attacca Debora Serracchiani. «Il presidente non svolge un ruolo di garanzia», dice Ubaldo Pagano, capogruppo del Pd in commissione. «La verità è che la manovra non è pronta», sottolinea Marco Grimaldi di Avs. Cambia la norma della manovra che rivede per il 2023 e 2024 la rivalutazione automatica delle pensioni. È quanto si evince da uno degli emendamenti del governo. Viene, infatti, portata dall’80 all’85% la rivalutazione per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo (circa 2000-2500 euro). Mentre per le pensioni più alte gli scaglioni vengono rivisti con una riduzione della percentuale: dal 55% al 53% per quelle tra 5 a 6 volte il minimo; da 50% a 47% tra 6 e 8 volte il minimo da 40% a 37% da 8 a 10 volte il minimo e da 35% a 32% negli assegni oltre 10 volte il minimo (oltre 5000 euro). L’innalzamento a 600 euro delle pensioni minime per gli over 75 vale per il momento solo per il 2023. È quanto si evince dal fascicolo degli emendamenti bollinati del governo alla manovra. Dall’estensione del taglio del cuneo fiscale alle decontribuzioni per chi stabilizza i percettori di Rdc, ma anche le pensioni minime a 600 euro per gli over 75 e l’assegno unico maggiorato per le famiglie numerose. Sono alcune delle novità del pacchetto di emendamenti depositato dal governo in commissione Bilancio e illustrato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Opzione donna, così come formulata nella manovra, per ora non cambia. Negli emendamenti del governo non compare infatti alcuna modifica della misura. Che quindi al momento prevede per il 2023 la possibilità dell’anticipo pensionistico con un’età di 60 anni, che può essere ridotta di un anno per ogni figlio e nel limite massimo di 2 anni, ma limitatamente a tre categorie specifiche di lavoratrici: caregiver, invalide almeno al 74% licenziate o dipendenti da aziende con tavolo di crisi. Il Pd insiste però per tornare alla versione attualmente in vigore, senza vincoli legati ai figli e valida dunque per tutte le donne. Arriva un incremento di 30 milioni a decorrere dal 2023 del contributo per le scuole paritarie. È quanto prevede una delle norme contenute in uno dei pacchetti di emendamenti depositati in nottata dal governo alla manovra.

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