Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico apre, in una dichiarazione all’ANSA, a una revisione del reddito di cittadinanza, chiesta a gran voce dalla maggioranza di governo e al quale sta lavorando l’esecutivo ma precisa come l’istituto abbia sempre svolto controlli, anche ex ante, per evitare le frodi. La modifica del meccanismo varato dal governo Conte è uno dei punti nell’agenda del governo di Giorgia Meloni sia per reperire risorse da destinare ad altre priorità sia per affinare uno strumento sul lato di collegamento all’occupazione dove ha mostrato alcune falle. L’emergenza delle bollette ha infatti indotto l’esecutivo a destinare interamente il nuovo deficit di bilancio a compensare l’effetto su famiglie e imprese del caro energia. Nei piani dell’esecutivo quindi non c’è una cancellazione del reddito ma appunto una modifica come peraltro già annunciato dal governo Draghi e auspicato anche da Confindustria e altre associazioni di impresa. La Banca d’Italia ha più volte sottolineato come il Reddito sia stato utile a sostenere una buona fetta della popolazione più in difficoltà e durante la crisi pandemica ma non ha saputo conseguire pienamente gli obiettivi sul fronte delle politiche attive del lavoro. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Inps lo scorso 25 ottobre sono stati spesi oltre sei miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno per il Reddito e la Pensione di cittadinanza. Dall’introduzione del reddito, nell’ aprile 2019 in totale sono stati erogati circa 25,9 miliardi. In media l’importo percepito è di 550 euro al mese e il 64,7% dei nuclei beneficiari risiede nel Sud e Isole. E il presidente dell’ente Tridico si dice «totalmente d’accordo a che le erogazioni vadano a chi effettivamente ne ha diritto secondo i requisiti di legge. Da parte sua l’Inps ha sempre svolto con responsabilità e competenza la funzione di ente erogatore ai sensi delle norme di legge». L’Istituto ha fatto controlli ex ante e questo, «anche laddove non fosse espressamente previsto dalla legge, ha permesso di intercettare preventivamente tutti i possibili indebiti individuabili dalle analisi di rischio conosciute e disponibili. Tridico ricorda pooi come »milioni di famiglie in stato di profonda indigenza, progressivamente aumentate a causa della pandemia e della crisi hanno potuto sostenersi e non arretrare in profonda povertà grazie al sostegno del reddito o della pensione di cittadinanza«. »Lavorare su questo fronte delle condizioni dignitose del vivere e parallelamente potenziare l’accesso al lavoro, per chi può, è la strada maestra« ha aggiunto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui