L’ordine alle truppe arriva dall’ex generale Roberto Vannacci. Prima con una telefonata ai suoi e poi con un post sui social, in mattinata, annuncia: «Anche sulle preferenze prevale la politica dell’inciucio», perché la proposta di modifica presentata da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc «mantiene i capolista bloccati, lascia il potere nelle segreterie di partito e noi non siamo d’accordo, però – sottolinea – voteremo anche questo emendamento, perché è meno peggio». E così infatti succederà nel tardo pomeriggio in Aula. Fino alla sera prima i vannacciani erano intenzionati a votare contro la proposta di modifica della maggioranza, nel nome dell’emendamento presentato da Futuro nazionale che introduce invece le preferenze in modo netto.
Poi, col passare delle ore (e delle telefonate) qualcosa è cambiato. Votare contro avrebbe significato permettere alla maggioranza di scaricare la responsabilità su di loro nel caso di bocciatura del testo. E infatti, a scanso di equivoci, quando il governo viene battuto e la proposta di modifica bocciata, la «sporca dozzina» dei deputati vannacciani (anche se in realtà sono otto) lascia l’Aula con il cellulare in mostra. «Vergognoso accusare noi», urla Laura Ravetto avviando il video del voto. E in questa strategia, i deputati di Vannacci sono i primi a inveire nell’emiciclo contro il governo appena messo sotto scacco dall’opposizione e dai franchi tiratori. Edoardo Ziello prende subito la parola mentre i partiti di governo sono ancora ammutoliti. L’obiettivo è insinuarsi nella crepa che si è aperta in modo plateale e allargarla sempre di più.
«I deputati di maggioranza evidentemente nell’ombra hanno rotto il patto che avevano formalmente siglato ed evidentemente – sottolinea il braccio destro di Vannacci – hanno dimostrato di essere loro stessi funzionali alla sinistra, in particolare Lega e Forza Italia». Sui social i deputati vannacciani si affannano a postare i video del voto. Il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, non è poi così convinto. Ha l’aria di chi ne ha viste tante: «Vecchio trucco – commenta in Transatlantico – far vedere che con il dito si vota sì e invece è sul no». Il sospetto è che il generale abbia studiato il tranello. «Mentre interveniva Casu (deputato del Pd, ndr) richiamando una storia tragica che abbiamo conosciuto nel secolo scorso, non so se in modo beffardo o solo ignorante, l’onorevole Furgiuele ha ripetuto più volte il nome di Hitler in quest’Aula», ha detto il deputato del Pd Peppe Provenzano.
Tutto questo accade mentre Vannacci, ad alcune centinaia di km dalla Capitale, raccoglie contestazioni. Succede nel centro di Pescara. Al grido di «fascisti, tornate nelle fogne» un centinaio di persone urla contro il leader di Fn, arrivato in città per presentare il passaggio di due ex assessori nel suo partito. Gli agenti di polizia, in tenuta antisommossa, sono costretti a intervenire per evitare che i due schieramenti vengano a contatto tra loro. «Me ne frego, me ne frego, me ne frego», replica l’ex generale citando uno dei motti di Gabriele D’Annunzio tra le braccia tese dei partecipanti. Dall’altra parte viene intonata “Bella ciao”. I deputati di Fn studiano le prossime mosse. Il loro emendamento sulle preferenze deve ancora essere votato e sono pronti a sfidare FdI. Come fa Vannacci a tarda sera: «Una cosa è quello che dicono davanti alle telecamere, altro il fatto che questi partiti le preferenze non le vogliono».





