Strage di Bologna, corteo per il 46° anniversario. La Russa: “Serve completa verità sulla matrice fascista”

Torna lungo via Indipendenza a Bologna, nel suo percorso tradizionale, il corteo da piazza Nettuno a piazza Medaglie d’oro, davanti alla stazione, nel 46° anniversario della strage alla stazione, che il 2 agosto 1980 fece 85 vittime e oltre 200 feriti. Quest’anno il governo non ha incaricato alcun ministro a rappresentarlo: presente il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni che ha parlato di “attentato di matrice neofascista”. Ci sono anche la sorella e la nipote di Abderrahim Fakir. Molti applausi al sindaco dopo le minacce di morte ricevute nei giorni scorsi.

Dopo gli impegni presi a Palazzo d’accursio dal sottosegretario agli interni Nicola Molteni, il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime Paolo Lambertini aspetta che seguano fatti. “Mi ha soddisfatto la puntualità con la quale lui ha ricostruito la storia in maniera molto ben informata e come l’ha raccontata”, riconosce Lambertini. Molteni nel suo intervento in comune ha parlato di strage di matrice “fascista”: non sempre è accaduto negli ultimi anni. “Non è una novità. Altri lo avevano già detto. La difficoltà forse è su altre persone. Lo avevano già detto anche altri altri ministri, ma non tutti ci riescono”, osserva Lambertini. “Aspettiamo i fatti: noi abbiamo presentate le istanze, vedremo quello che lui riuscirà a portare all’interno del consiglio dei ministri nel futuro”.

Molto partecipata, anche quest’anno, la messa nella chiesa di San Benedetto in via Indipendenza dedicata alle vittime della strage, e affidata all’arcivescovo Matteo Zuppi. Durante l’omelia Zuppi ricorda che quella di “oggi è una domenica di luce segnata da un’ oscurità terribile, spaventosa e inquietante che continua a togliere il respiro a 46 anni di distanza. Trasmette angoscia perché si può arrivare a tanto. Quanti hanno detto potevo esserci anche io? Il ricordo della strage ci fa rivivere quel dolore personale e collettivo. E farlo insieme ci fa vedere la luce che illumina”. “Mi ha commosso – prosegue – il racconto di un’infermiera che ricordava le 2 bambine di 2 e 4 anni che chiamavano la mamma che non c’era più”. “Dimenticare – sottolinea – sarebbe un grande tradimento”.

Anche Zuppi ricorda il giudice Mario Amato “che venne ucciso perché indagava i rapporti tra Nar e rappresentanti delle istituzioni”. E fa un appello: “Suggerisco a chi è coinvolto di confessare le proprie colpe, una vera giustizia riparativa, perché fa bene anche a lui. Sveli i modi in cui è stato possibile questo orrore perché non accada più”. Prima l’arcivescovo di Bologna aveva ricordato 3 delle 85 vittime. “Perché il dolore non è un concetto, il dolore sono persone, è molto fisico”.

“Rinnoviamo un sentito omaggio alla memoria delle vittime e ai loro familiari. È doveroso ricordare nuovamente che la verità giudiziaria ha attribuito con sentenza definitiva alla ‘matrice fascista’ la responsabilità di questa orribile strage. È altrettanto doveroso unirsi alla richiesta che viene da più parti di proseguire nella ricerca della completa verità. Lo dobbiamo all’Italia”. Sono le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa su Facebook.

 

 

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