“Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l’italiano, e introduce il divieto di burqa e hijab a scuola”. Lo annuncia direttamente la presidente del Consiglio e leader di FdI Giorgia Meloni. E lo fa parlando ai giovani, ai suoi giovani, sul palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, formazione giovanile del suo partito Fratelli d’Italia.
“Non esiste, non esiste, che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare”, aggiunge. E ancora: basta burqa in classe. “A scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità tra uomo e donna non è negoziabile. Non lo è nelle nostre strade, non lo è nelle nostre scuole”.
Per poi aggiungere: “Sono fiera di annunciare che licenzieremo presto la norma che introduce la denominazione di liceo anche per gli istituti tecnico-professionali, perché fin dal nome vogliamo che sia chiaro che sono scuole di pari valore e che le persone che le frequentano sono di pari valore”.
Dopo l’annuncio sulla scuola, la premier scende in campo contro l’opposizione. Precisamente contro la leader del pd, Elly Schlein, che aveva sentito giorni fa via whatsapp non chiudendo alla proposta di un dialogo sull’energia spiegata nella lettera della segretaria dem. “Cara Elly, almeno una cosa vera contro di noi dilla, almeno una, ti prego. Te le passo io sotto banco – dice sempre dal palco di Fenix – Abbiamo portato il fondo di finanziamento ordinario per le università al suo livello più alto di sempre. Parliamo dello strumento che serve a pagare i docenti, il personale, a mantenere le strutture, ad aprire nuove aule, fare manutenzione, pagare i servizi agli studenti. Oggi il fondo è a 9,4 miliardi di euro, che è il 25% in più rispetto al 2019. E mi perdonerete se sono così didascalica, però ho sentito dire proprio in questi giorni alla segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, che Meloni sull’università taglia e apre ai privati. Ora io voglio chiedere, Elly cara, carissima… ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestarci? Uno vero, te prego, uno, uno – ha insistito Meloni alzando il tono, mentre la folla applaudiva -. Te li do io, te li do io, se vuoi… Perché siamo imperfetti anche noi, ma te prego, una cosa vera, dilla una, una, una, ti prego… Te le passo io sottobanco, perché pure noi qualcosa sbagliamo, ma una vera, una… Niente, non ce se la fa… Come facciamo ad avere tagliato sull’università se oggi il fondo di finanziamento è di 9,4 miliardi e quando siamo arrivati era 8,4?”.
Da Schlein al resto delle opposizioni. Per loro “faremo il conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare. Non si può fare opposizione così su tutto – commenta Meloni – È un dato statistico che su 5.000 cose una buona la dobbiamo aver fatta, una. Manco quando abbiamo tolto il bollo della macchina a 14 milioni di veicoli gli è andata bene. Una volta che pensavamo di poter cantare insieme ‘bollo ciao, bollo ciao’ – aggiunge intonando il ritmo di ‘Bella ciao’ – niente, non gli è andato giù manco questo. Loro lo vogliono pagare il bollo, loro lo vogliono pagare perché lo abbiamo tolto noi. Gli faremo il conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare”.
Poi ci sarebbe l’infelice uscita del suo vice Antonio Tajani sulle donne (“Sposate donne meno appariscenti, magari con la gonna più lunga, perché sono più affidabili”). “Penso che sia semplicemente una frase uscita male, non ingigantirei il fatto”, il brevissimo commento di Meloni.





