Cronometro alla mano il consiglio comunale di ieri ha impiegato trenta minuti per dare il via libera a dieci debiti fuori bilancio per un ammontare di circa 80mila euro. Una seduta flash condotta da Giovanni Innocenti alla Kimi Antonelli. Seppur senza violazione del regolamento il presidente dell’assise ha pigiato sull’acceleratore. Velocità altissima già allo start e rettilineo finale affrontato con l’ottava marcia e il DRS inseriti. Una gara senza neppure il tempo per un pit stop. Quando è stata sventolata la bandiera a scacchi è stato battuto il record di 30 minuti. In mezz’ora lettura dei punti all’ordine del giorno e votazione. Poi tutti sotto la doccia. Prima dello svolgimento della gara l’opposizione aveva già abbandonato l’aula. Poco dopo ha attaccato la maggioranza per aver licenziato dieci debiti senza neppure averli letti.

IL DOPPIO GIOCO DI VIRGILIO E OLIVA
Tra i voti favorevoli quello di Massimo Virgilio di Aversa, Italia. Mentre il promotore della lista, l’ex vicesindaco Alfonso Oliva, bombarda su Fb il sindaco Franco Matacena con armi non convenzionali, Virgilio tiene un piede nella coalizione di governo fino a quando il suo voto non sarà determinante per creare problemi. Un gioco delle parti interpretato in modo goffo e farsesco. Come sanno anche i sassi l’unico e vero obiettivo di Virgilio e Oliva è quello di mandare a casa l’amministrazione. Il consigliere è però attento anche a un’invitante Zes per piantare il suo fiore preferito: il Tulipano. Invece, dopo il suo siluramento dalla giunta, l’ex braccio destro di Matacena scalpita e sgomita. Sta smuovendo mari e monti per scrivere game over sulla porta di ingresso della maggioranza.

GIGLIO NON MOLLA LA PRESA
Ma, come ha detto la consigliera Adele Ferrara, è ormai un “ex” e in quanto tale è “inesistente, insignificante e inutile”. Non a caso nessuno fa sponda a Oliva, fino a un secondo prima della sua cacciata sempre allineato sulle posizioni del sindaco. In due anni ha diligentemente avallato tutto andando all’incasso dei 3.400 euro al mese per un totale di 81.600 euro di indennità di mansione. A quanto si vocifera, l’unico che potrebbe lasciarsi in parte condizionare da Oliva è Pietro Giglio, ancora nella smaniosa caccia di un assessorato. Aspirazione per il momento destinata a restare una pia speranza. Magari se ne potrebbe parlare all’inizio dell’anno nuovo, quando e se la poltrona di Nicola De Chiara finisse sul tavolo delle trattative. Scenario possibile qualora l’assessore continuasse a esorbitare dal suo ruolo istituzionale, che sta svolgendo bene, e si ponesse come interlocutore politico senza averne la qualifica e i numeri.

DE GAETANO VERSO LA NOMINA
Ad oggi l’unico in pole per entrare nell’esecutivo è Raffaele De Gaetano. Seguito a ruota da Federica Turco. Dopo una lunghissima attesa sembra spianata la strada per l’ideatore de Il Centro per Aversa. Chi in maggioranza è in malafede, cioè vuole stopparlo, e chi è sprovvisto delle categorie della politica, e ce ne sono tanti, fino a ieri ha continuato a raccontare la favoletta del “ricatto”, nel ridicolo tentativo di far passare una legittima richiesta di maggiore visibilità in un aut aut “coattivo”. In realtà finora proprio chi ha lanciato diktat, palesi o sotterranei, ha ottenuto ciò che voleva. Chi invece, come De Gaetano, per oltre due anni ha rispettato diligentemente la consegna del soldato è stato relegato nelle retrovie. Ma, in vista del consiglio comunale del 15 ottobre sulle linee programmatiche del Puc, Matacena sembrerebbe orientato a chiudere la querelle. La nomina di assessore sarebbe dietro l’angolo.

TURCO IN SCIA, RISCHIA CACCAVALE
In prima fila per accedere alla stanza dei bottoni c’è anche Turco. Assieme a De Gaetano la capogruppo di Noi Aversani porterebbe in giunta una consistente dote di esperienza. Il sindaco è favorevole al suo ingresso. C’è però l’intoppo degli scranni a disposizione. Per il centrista è libero quello di Oliva. Per la sagliocchiana si pone il problema: “Al posto di chi?”. Per tenersi buono Giglio e non defenestrare Iolanda Dello Margio, indicata dal vulcanico consigliere, il primo cittadino auspicherebbe il sacrificio di Giulia Lauriello da parte di Aversa Moderata. Ma per il gruppo capitanato da Innocenti l’assessore è “intoccabile”. E in ogni caso, qualora fosse sostituita, spetterebbe ai Moderati indicare un nuovo nome. L’altra opzione per fare spazio a Turco è dare il benservito a Elvira Caccavale. Soluzione che verrebbe mal digerita da Ferrara.

O SI RIPARTE O TUTTI A CASA
Poi c’è da sciogliere il nodo dei fratelli Dello Vicario. Luigi interpreta il ruolo del poliziotto buono. Gianpaolo quello del cattivo. Lo scopo è identico: una seggiola da assessore. Insomma, se De Gaetano si avvia a far parte dell’esecutivo restano incerti gli altri tasselli del puzzle. Matacena metterà mano a una rimodulazione massiccia della giunta o si limiterà a una sola casella per sostituire Oliva? Lo sapremo presto. Finora il sindaco è riuscito a cincischiare. Difficilmente reggerà l’urto di altre perdite di tempo. Per Matacena potrebbe essere la “last call”. Anche perché le anime della maggioranza sono giunte a una conclusione chiara: o si riparte affrontando di petto i problemi della città oppure è meglio andare a casa.
Mario De Michele





