Negli ambienti della maggioranza lo chiamano “babà”. Ma non è il dolce tipico della pasticceria napoletana imbevuto di rum. È un affare da 24 milioni di euro. E riguarda la riconversione green delle scuole comunali con impianti di efficientamento energetico. In primis, i pannelli fotovoltaici. Nel Palazzo di piazza Municipio da giorni circolano insistenti voci sulle vere cause degli ultimi tumulti nella maggioranza, culminati con il siluramento di Alfonso Oliva. A quanto pare il “no” di Franco Matacena alla richiesta dell’allora vicesindaco di inserire un suo nome nella terna del nucleo di valutazione dei dipendenti comunali, circostanza confermata pubblicamente dal primo cittadino, sarebbe un effetto collaterale.

La fascia tricolore si sarebbe opposta alla proposta indecente di Oliva non solo per non cedere a una logica spartitoria ma anche per prevenire eventuali pressioni sui dirigenti dell’ente. In particolare su Danila D’Angelo, responsabile dell’ufficio tecnico, da sempre in rotta di collisione con Oliva. La dirigente infatti non ha mai consentito all’allora vicesindaco di interferire con l’attività gestionale, per legge di esclusiva competenza degli uffici. In risposta a una nota del segretario generale, nei mesi scorsi D’Angelo messo anche nero su bianco i tentativi di alcuni amministratori di ingerire sull’azione dell’Utc.

In passato si sono verificati altri episodi simili, per certi versi ancora più gravi e clamorosi. Poco prima del suo addio, l’allora segretario generale Emanuele De Chiara protocollò una missiva a Matacena per denunciare i comportamenti intimidatori e le ingerenze di Oliva, posti in essere, si legge nel documento, con atteggiamenti incivili e maleducati. Per scongiurare il rischio che una situazione del genere potesse ripetersi anche nei confronti della D’Angelo il sindaco ha alzato il muro di fronte alla richiesta di Oliva di piazzare un suo nome di fiducia nel nucleo di valutazione.

Ma lo scontro sull’organismo che si occupa di verificare l’efficienza dei dipendenti comunali sarebbe soltanto la punta dell’iceberg. Sotto si nasconderebbe il mega progetto per la riconversione green degli istituti scolastici. Quello che appunto è stato definito un babà da 24 milioni di euro. Non a caso Matacena in più occasioni ha preannunciato di svelare urbi et orbi le ragioni che lo hanno indotto a cacciare Oliva dalla giunta. Ecco scattare il piano B. Secondo autorevoli esponenti della maggioranza l’ex vicesindaco avrebbe preso di mira l’assessore Nicola De Chiara per intorbidire le acque con l’obiettivo di spostare l’attenzione dal vero casus belli.

Infatti De Chiara, pochi giorni prima del defenestramento di Oliva, è stato pubblicamente elogiato dall’allora vicesindaco con un recente post Fb. Appena dopo la sua dipartita dall’esecutivo Oliva ha rivoltato la frittata accusando De Chiara di presunti gravissimi reati, tra cui quello di aver favorito la ditta dei parenti della consigliera Adele Ferrara a ottenere l’appalto per la realizzazione dei palchi dell’Estate ad Aversa 2026. In un commento social dal tenore opposto a quello di pochi giorni prima Oliva ha accusato De Chiara di conflitto di interesse in quanto la ditta farebbe pubblicità sul giornale edito dall’assessore. “La credibilità di De Chiara è pari a zero”, ha tuonato Oliva con una tripla piroetta. Eppure la stessa ditta aveva già ottenuto l’appalto per montare un palco nel cimitero di Aversa. A quei tempi il vicesindaco, che in due anni ha intascato 81.600 euro di indennità, non disse una parola.
Insomma spostare l’attenzione su De Chiara sarebbe un’operazione di distrazione di massa per non fare uscire in anticipo dal forno il babà da 24 milioni di euro. Un affare milionario per il quale era necessaria una cottura a fuoco lento per non dare nell’occhio. Nella situazione attuale difficilmente sarà possibile gustare il costosissimo dolce, in questo caso Made in Aversa.
Mario De Michele





