Il Pd rompe la lunga fase del silenzio su Castellammare di Stabia. «Da questo momento non accetteremo più attacchi da nessuno. Abbiamo compreso l’orgoglio ferito, ma ora basta», alza il tono di voce Piero De Luca. Il segretario regionale parla dell’esperienza di governo guidata dal giornalista Luigi Vicinanza: «Abbiamo fatto errori è vero, ma avevamo ragione quando chiedevamo di tornare a votare per evitare lo scioglimento. È una ferita che volevamo risparmiare alla città, blocca investimenti e progetti».
Lo ascoltano dirigenti e iscritti dei Dem stabiesi convocati dal commissario Arturo Scotto, il parlamentare scelto dalla segreteria Schlein per ricucire lo strappo con la città dopo il secondo scioglimento per infiltrazioni camorristiche in cinque anni. Questa volta di una coalizione di centrosinistra, con il Pd impegnato nella costruzione della coalizione e nella scelta di Vicinanza come sindaco. Scotto non fa sconti ai suoi due anni di amministrazione: «Troppi punti di contatto, troppa permeabilità con la criminalità organizzata. Al netto dei proclami, non basta dichiararsi persone perbene se si tengono le mani in tasca». Mentre De Luca replica a Vicinanza quando dice: «Noi i sindaci non li abbandoniamo mai. Siamo al loro fianco battendoci contro i tagli agli enti locali. A Castellammare abbiamo provato a lavorare finché ce ne sono state le condizioni».
Alle sue spalle una lavagna con la citazione berlingueriana “Entrate e cambiateci”. In sala il segretario della Cgil Vittorio Venezia entra nel vivo del dibattito delle ultime settimane. «Non si può continuare a discutere se ha ragione Vicinanza o l’europarlamentare Sandro Ruotolo, la questione è politica. Il comune di Castellammare sarebbe stato in ogni caso sciolto, il punto è cambiare le condizioni sociali ed economiche di questa città», sottolinea Venezia. Va oltre De Luca quando a partire dal caso Castellammare ricorda quanto sta avvenendo in Parlamento con una proposta di riforma della normativa sullo scioglimento dei consigli comunali a firma Pd, «vanno individuate le responsabilità politiche e però bisogna intervenire anche sulla macchina amministrativa. Devono essere rimossi i funzionari individuati nelle relazioni. Altrimenti quando torneremo a votare a Castellammare ci troveremo davanti agli stessi problemi».
Tocca a Scotto tagliare ogni ponte con l’ex presidente del consiglio comunale Roberto Elefante, che in una conferenza stampa mercoledì si è definito «vittima del Pd», etichettando come «farlocca» la relazione del Viminale che ricostruisce le sue attività professionali. I commissari arrivati a gennaio 2025 scrivono: “Elefante immerso in una fitta e sistematica rete di relazioni, che vede la sua attività professionale e imprenditoriale sovrapporsi a soggetti e interessi direttamente riconducibili alla criminalità organizzata”. Scotto chiede rispetto «per il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Farei attenzione a parlare di manine esterne che sono intervenute nella relazione o di definirla di una faida interna». Poi ripete quanto detto appena nominato commissario su Elefante e l’altra consigliera Pd Giusi Amato, «i consiglieri comunali che sono stati causa dello scioglimento sono incompatibili. Loro si sono sospesi, mi auguro finisca qui», dice chiudendo la porta del partito. Resta, invece, da riaprire il canale di dialogo con la città. E provare a costruire una prospettiva di stabilità, perché ricorda Scotto che dal 2010 nessun sindaco è riuscito ad arrivare alla fine del mandato.
Poi continua: «Chiediamo scusa, ci assumiamo le nostre responsabilità. Ma avremmo pensato che rispetto alle opacità emerse altri facessero lo stesso», va in attacco Scotto. Raccoglie l’appello ad aggregare i ragazzi la segreteria dei Giovani Dem Marcella Somma: «Basta con un partito fatto di correnti e diviso al suo interno. Noi siamo disponibili a lavorare per costruire una rete con le associazioni come Libera sui problemi dei giovani in questa città”. Tra questi la fuga «di mille ragazzi ogni anno, troviamo soluzioni concrete per farli restare», chiede il presidente del forum delle famiglie Nino Di Maio. Però a proposito di responsabilità ricorda l’ex segretario Catello Imparato: «In questi due anni non ci siamo mai visti. Non abbiamo mai avuto una discussione. Vicinanza ha le sue colpe, noi le nostre».





