Il viceministro Cirielli: “Spero si possa governare con Vannacci, anche nell’attuale centrodestra non siamo tutti uguali”

“Chiamerei Vannacci e gli chiederei quali problemi vuole risolvere, se vuole fare il ministro, quali responsabilità intende assumersi e quali soluzioni propone”. Così il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d’Italia, oggi a Ischia, a margine della presentazione del circolo isolano di Gioventù Nazionale. “Mi auguro che si possa governare insieme a Vannacci. Se loro vogliono governare con noi, non vedo perché dovremmo escluderli”, ha aggiunto per poi spiegare: “Potrebbero imprimere una spinta maggiore sul versante della sicurezza oppure indurre FdI a concentrare maggiormente l’azione su questo tema”. 

Roberto Vannacci

Il viceministro argomenta: “Sono convinto che Fratelli d’Italia possa affrontare meglio il problema sicurezza e che non abbia bisogno di Vannacci. Non ritengo però corretto criminalizzare chi vota: non lo faccio con chi sceglie il Pd, non lo faccio con Futuro Nazionale. In democrazia il voto ha sempre ragione. Se oggi il 6 o il 7% degli elettori vuole sostenere Vannacci, non si può attaccare né chi lo vota né chi riceve quei voti. Bisogna metterlo alla prova e affidargli una responsabilità”.

“Chi parla molto – prosegue – va messo alla prova: è facile dire, dire, e poi restare all’opposizione senza assumersi responsabilità. D’altro canto io con chi mi devo alleare? Col Pd, con Renzi? Si sceglie chi ci è più vicino, poi è il popolo che decide la quantità del consenso. Nell’attuale centrodestra non siamo tutti uguali, c’è distanza su alcuni temi tra noi, Forza Italia, la Lega e Noi Moderati. Però ci si riconosce in un complesso”.

Sul fronte della sicurezza, ammette Cirielli, “oggettivamente non abbiamo fatto ciò che le persone si aspettavano. Abbiamo adottato dei provvedimenti, ma abbiamo incontrato difficoltà. Da militare – ha sottolineato – avrei affrontato diversamente alcuni temi: la sicurezza dei cittadini, la tutela delle forze dell’ordine e determinate questioni legate all’immigrazione e alle espulsioni. Se non intervieni, arriva qualcuno che promette di farlo”, ha proseguito il vice ministro: “Anche noi avevamo fatto quelle promesse quando eravamo all’opposizione e non le abbiamo ancora realizzate”.

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