“Ho parlato con il presidente del Consiglio Monti che mi ha subito informato da Belgrado di quanto era accaduto. E’ effettivamente inspiegabile il comportamento del governo inglese che non ha informato e consultato l’Italia rispetto a una azione di forza che poteva fare”.

Cosi’ il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a margine di un convegno a Montecitorio, e’ intervenuto sulla vicenda dell’ostaggio italiano morto ieri in Nigeria durante un blitz condotto da forze nigeriane e inglesi. “E’ necessario un chiarimento sul piano politico-diplomatico”, ha sottolineato il presidente della Repubblica. L’Italia era stata allertata sulla possibilita’ di un blitz in Nigeria per liberare i due ostaggi e non si era opposta: e’ quanto sostengono fonti diplomatiche britanniche citate dall’Independent. Secondo quanto dichiarato al giornale inglese , gli “italiani erano stati allertati e avevano convenuto che vi sarebbe potuta essere la necessita’ di un intervento con brevissimo preavviso”. Le stesse fonti hanno quindi sostenuto che le proteste del governo italiano sarebbero “in malafede”. I rapitori di Lamolinara e McManus stavano per vendere i due ostaggi ad una fazione ancora piu’ estremista, che con ogni probabilita’ li avrebbe uccisi. Lo sostiene l’Independent, secondo cui i negoziatori britannici e nigeriani avevano avuto contatti intermittenti con i sequestratori, che si definivano del gruppo “Al Qaeda nella terra al di la’ del Sahel”, organizzazione legata ai Boko Haram. Tuttavia, spiega il quotidiano, delle “terze parti” si sono intromesse nella trattativa, suscitando il timore che i rapitori potessero sbarazzarsi degli ostaggi a breve, cedendoli ad altri. Secondo la ricostruzione del quotidiano Telegraph, una quarantina di membri delle forze speciali erano arrivati in Nigeria da due oltre settimane, pronti ad intervenire con un blitz. Le teste di cuoio avevano viaggiato con abiti borghesi e su tratte aeree commerciali. Quanto alle armi, erano state trasportate in sacchi diplomatici con lo stampiglio del Regno Unito. Il gruppo aveva quindi insediato il suo quartier generale nell’ambasciata britannica a Lagos. Oltre alle intercettazioni telefoniche, gli Special Boat Service hanno sorvegliato il covo dei rapitori con riprese video fatte con aerei. Per un po’ le forze speciali si sono limitate a monitorare, e aspettare. Poi mercoledi’ si e’ aperta quella che, in gergo, viene definita “una finestra di opportunita”: dalle chiamate intercettate e’ emerso che i sequestratori si stavano per muovere e, forse, avrebbero ucciso i due ostaggi. Il comandante locale delle teste di cuoio ha subito avvisato il direttore delle forze speciali, amico personale del premier David Cameron. La situazione stava precipitando e richiedeva un rapido intervento. Dopo un vertice del Cobra, lo speciale comitato di crisi del governo di Londra, Cameron ha dato l’autorizzazione al blitz. Erano le otto di mattina, ora inglese, di giovedi’.

 

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