La Prima sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha deciso, stamani, in via cautelare, la sospensione di Alfonso Papa dalle funzioni e dallo stipendio. Con questa decisione Papa, il magistrato parlamentare del Pdl sotto inchiesta nell’indagine P4 per il quale la Procura di Napoli ha chiesto l’arresto che ieri la giunta della Camera ha autorizzato 1, non percepirà lo stipendio come giudice nemmeno nel caso in cui si dimettesse da Montecitorio. La delibera del Csm è stata presa a porte chiuse dopo l’audizione dello stesso Papa. Alfonso Papa è già fuori ruolo dalla magistratura poiché in aspettativa per svolgere le funzioni di parlamentare. Con la decisione della sezione disciplinare del Csm se dovesse dimettersi da parlamentare non percepirà lo stipendio da magistrato. La decisione di sospenderlo in via definitiva verrà presa dal Csm solo all’esito del processo penale che lo vede coinvolto. La decisione per la sezione disciplinare è stata presa questa mattina dopo circa un’ora di Camera di Consiglio. In un’intervista pubblicata oggi su Repubblica, Papa fa un appello ai colleghi: “Sarebbe dura andare da innocente in carcere. Ho detto che l’inchiesta è una vendetta e me ne prendo le responsabilità. Mi contestano due soggiorni offerti a persone, ma ho già restituito i soldi”. E sulle consulenze milionarie alla moglie: “Introiti del tutto leciti, lei è la mia forza”. Il deputato sostiene di avere l’appoggio del partito: “Berlusconi mi ha rincuorato, è stato affettuoso, mi ha detto: tieni duro”

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