LA SENTENZA Scandalo ad Orta di Atella, il comune non si costituisce in giudizio al Tar contro la Real Estate: sì ai cambi d’uso

Ancora una volta, l’ennesima, Orta di Atella si conferma una città dove può davvero accadere di tutto, incluso l’inverosimile. Quasi sempre il peggio. Soprattutto quando si tratta di urbanistica. Un unicum a livello nazionale. Forse mondiale. Ed ecco che nuovamente la realtà supera l’immaginazione. Il comune infatti non si è costituito in giudizio nella controversia contro la Real Estate Management davanti al Tar della Campania (clicca qui e link in basso). Incredibile. Inspiegabile. Non si tratta di una disputa legale “ordinaria”. Stiamo parlando della ditta degli imprenditori Mario e Massimo Landolfo. E la vicenda è quella che lo scorso 28 gennaio ha portato all’arresto, poi non convalidato dal gip, dell’assessore Tonino Russo, dimessosi dopo l’inchiesta coordinata dalla procura di Napoli Nord e condotta della Guardia di Finanza. Una vicenda giudiziaria clamorosa con inevitabili risvolti sul terreno politico-amministrativo.

Massimo Landolfo

ZONA LAGHETTO E PATTO POLITICA-CAMORRA
Nonostante l’attenzione della magistratura penale, con le indagini ancora in corso, e il polverone mediatico, il comune ha lasciato campo libero all’impresa non costituendosi in giudizio sul ricorso presentato dalla Real Estate Management contro l’annullamento di quattro Scia per ottenere il cambio d’uso di altrettanti appartamenti all’interno di un immobile composto da 35 alloggi per uso ufficio. Il palazzo insiste in via Pantani, località Laghetto, una zona devastata dalla cementificazione selvaggia degli anni del boom edilizio. Un’area, dove è sorto anche il Parco Polar, sprovvista di urbanizzazione primaria e secondaria e dove i palazzi sono stati realizzati senza i piani di lottizzazione durante il sacco della città pianificato dalle amministrazioni degli anni 2000 sulla base di un patto criminale con il gruppo Schiavone-Russo dei Casalesi e con il clan Mallardo.

La sede del Tar Campania

LA MOTIVAZIONE DELLA SOSPENSIVA DEL TAR
Giocando a porta vuota, la Real Estate Management ha ottenuto la sospensiva dei quattro provvedimenti di annullamento disposti dall’ufficio tecnico comunale vincendo il primo round davanti all’ottava sezione del Tar campano. La sospensiva è stata emessa in camera di consiglio lo scorso 19 giugno dal collegio giudicante composto da Paolo Corciulo (presidente), Luca Cestaro (consigliere) e Rita Luce (consigliere-estensore). “Rilevato che il ricorso – si legge nell’ordinanza – appare, prima facie, fondato quanto al dedotto deficit di istruttoria e di motivazione dei provvedimenti impugnati. Il Comune, infatti, pur attivando il contraddittorio procedimentale con la ricorrente, non ha espressamente confutato quanto da essa rappresentato circa l’esistenza e funzionalità di un sistema di smaltimento reflui, posto a servizio degli immobili in contestazione, alternativo all’allaccio alla rete fognaria, limitandosi ad annullare le Scia in esame, peraltro oltre il termine previsto dall’art. 19 della legge n. 241/90, sulla base della mera ed asserita inesistenza delle opere di urbanizzazione primaria; Ritenuto, quindi, doversi sospendere i provvedimenti impugnati, anche al fine di consentire al Comune il riesame della posizione della ricorrente, alla luce delle circostanze da questa espressamente evidenziate in sede procedimentale”.

Vito Buonomo

IGNORATA LA RELAZIONE TECNICA DI BUONOMO
Il comune di Orta di Atella non solo ha perso una battaglia importante ma è stato anche condannato a pagare le spese legali compensate tra le parti in causa. Ma l’aspetto più oscuro è ovviamente la mancata costituzione in giudizio. Perché l’ente locale ha rinunciato a far valere le proprie ragioni davanti ai giudici del Tar? Impossibile ricercare una motivazione logica, soprattutto alla luce del parallelo procedimento penale tuttora in corso. Non si è trattato di una dimenticanza, questo è certo. Infatti Vito Buonomo, allora responsabile dell’urbanistica, ha redatto in tempo debito una dettata e corposa relazione tecnica per contestare i punti contenuti nel ricorso della Real Estate Management. Ma stranamente il lavoro di Buonomo è rimasto lettera morta perché il comune, non avendo partecipato al giudizio, non ha presentato le controdeduzioni giuridiche e urbanistiche.

Tonino Russo

REGIA POLITICA E IL BACIO DI GIUDA
Dunque perché il comune di Orta di Atella non si è costituita in giudizio? L’ipotesi più sinistra è quella di una “longa manus” politica. Dietro l’assenza dell’avvocato dell’ente locale potrebbe esserci un’esperta regia occulta. L’ordinanza del Tar crea imbarazzo sia ai tecnici comunali, sia all’ex assessore Russo, il quale è stato accusato dagli imprenditori di aver inizialmente ostacolato l’iter per la concessione dei cambi d’uso perché avrebbe chiesto soldi per curare le quattro pratiche prima di sbloccarle. Già nell’ordinanza del gip di mancata convalida dell’arresto di Russo si faceva riferimento al “bacio di Giuda” di qualche politico per farlo ammanettare.

L’UDIENZA NEL MERITO NEL GIUGNO 2027
L’ottava sezione del Tar della Campania ha fissato la trattazione del merito del ricorso nell’udienza del 10 giugno 2027. Nel frattempo la Real Estate Management potrà ottenere i richiesti cambi di destinazione d’uso per i quattro appartamenti e potrà chiederne altri per le restanti abitazioni. Inoltre potrebbe anche completare l’altra ala del complesso immobiliare, anch’essa composta da 35 alloggi.

Mario De Michele

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LO STRALCIO INIZIALE DELL’ORDINANZA

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