Un nuovo decreto legge sui migranti “per potenziare i controlli alle frontiere”. Ecco la mossa del governo Meloni dopo la crisi di Ceuta. La bozza del dl, che sarà nel pomeriggio sul tavolo del Cdm, prevede “il potenziamento dei servizi di controllo delle frontiere e dei flussi migratori, anche relativi allo svolgimento delle verifiche preliminari di identità, di sicurezza e delle operazioni di rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico, svolte dagli uffici di polizia di frontiera e dalle questure, è autorizzata nel limite della dotazione organica, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, l’assunzione straordinaria di cinquecento unità nel ruolo iniziale di agenti e assistenti della polizia di Stato non prima del 1° dicembre 2026″.
Intanto, il ministro dell’interno Matteo Piantedosi è intervenuto al Consiglio giustizia affari interni dell’Ue spiegando “la natura della nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime: non si tratta in alcun modo di una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner”. Piuttosto, sottolinea il titolare del Viminale, si tratta di “una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi. Peraltro, parliamo di uno strumento previsto dal codice frontiere Schengen a cui molti stati membri, tra cui la stessa Spagna, hanno fatto ricorso a più riprese nel corso degli ultimi anni”.





