Alla presenza del ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, sono state sottoscritte oggi al Viminale quattro convenzioni (dal valore complessivo di circa 9,5 milioni di euro) tra il Commissario per il Coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura

e il presidente onorario della Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane (Fai), Tano Grasso ed il presidente del ‘Comitato Addiopizzo’, Salvatore Forello. Soddisfazione per la firma è stata espressa da Cancellieri. “Estorsione ed usura – ha sottolineato – sono reati che possono essere sconfitti soprattutto grazie alla collaborazione delle vittime di tali reati e al sostegno che le associazioni antiracket e antiusura e di categoria offrono a coloro i quali si accingono a denunciare tali reati favorendone la loro emersione”. La prima convenzione riguarda la realizzazione di due sportelli di solidarietà alle vittime del racket e dell’usura, con sedi a Napoli e Palermo, in partenariato con Fai. Il costo del progetto è di 1.797.000 euro complessivi per 3 anni. E’ volto ad offrire ai soggetti che hanno denunciato reati di estorsione e di usura una assistenza completa rivolta alla soluzione dei tanti problemi che seguono alla denuncia. Altro progetto è la promozione di una rete antiracket con sedi Napoli, Caserta, in Calabria, Puglia, Sicilia occidentale ed orientale, in partenariato con Fai. Il costo è di 3.524.000 euro complessivi per 3 anni. E’ volto a creare una struttura che fornisca una sufficiente conoscenza dei fenomeni del racket e dell’usura, la complessità del fenomeno mafioso, la sua evoluzione, la sua diversità territoriale e rafforzi le associazioni antiracket ed antiusura, promuovendone la diffusione. La terza convenzione punta alla costituzione di una rete per il ‘Consumo Critico antiracket’, con sedi a Palermo e provincia e a Gela, in partenariato con il ‘Comitato Addiopizzo’. Il costo del progetto è di 1.469.977 euro per 3 anni. Il punto di partenza è costituito da un piccolo circuito economico già esistente, che si oppone pubblicamente al racket delle estorsioni mafiose. La quarta punta a creare una rete di consumo critico ‘Pago chi non paga’ allargando il fronte di reazione alla pressione della criminalità con il coinvolgimento diretto dei consumatori nella lotta al racket; differenziando fra chi paga il pizzo e chi no, creando condizioni vantaggiose di mercato per coloro che rifiutano di pagarlo; realizzando una rete di imprese etiche finalizzata a contendere il mercato alle imprese mafiose. Il costo del progetto è di 2.782.000 euro.

 

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