Resta sulla carta il Patto per l’Inclusione Sociale (PaIs). L’Ambito socio-assistenziale C6, con Aversa capofila, è rimasto senza operatori specializzati. Quasi tutti in fuga al C7, guidato da Lusciano. Perché? La programmazione delle iniziative rivolte ai beneficiari del reddito cittadinanza era viziata ab origine da un errore grossolano. I vincitori del bando (11 persone) invece di essere assunti a tempo determinato sono stati inquadrati con partita Iva. Da qui lo stop ai pagamenti degli stipendi perché in fase di rendicontazione l’Ambito, oggi coordinato da Cristina Accardo (lo smacco è colpa del suo predecessore Gemma Accardo), non ha potuto procedere all’erogazione delle paghe in quanto i fondi ministeriale sono vincolati ad assunzioni a tempo determinato. In altre parole l’errore di Gemma Accardo ha spedito nel limbo 11 operatori sanitari che dallo scorso novembre fino ad aprile di quest’anno, pur svolgendo regolarmente il servizio pari a 27 ore settimanali, sono rimasti senza stipendio per 6 mesi. Soldi non ancora erogati. Da qui la decisione di 9 operatori socio-sanitari su 11 di aprire una vertenza per ottenere il pagamento dei 6 stipendi arretrati (novembre 2022-aprile 2023). Per non restare nel guado si sono dimessi per attraccare nel porto del C7, dove hanno vinto un altro bando. Hanno preso servizio oggi. Risultato? In seguito allo scorrimento della graduatoria l’Ambito di Aversa ha a disposizione soltanto 3 operatori perché tutti gli altri hanno rifiutato di finire nello stesso tunnel dei colleghi. Una situazione che ha smantellato il progetto PaIs. Su 9 Comuni dell’Ambito C6 solo tre enti locali sono dotati di assistenti sociali. A pagarne le spesse come sempre i cittadini, ai quali non sarà più erogato un importante servizio. Il Comune capofila del C6 è Aversa. Oltre che dalla città normanna l’Ambito è composto da Carinaro, Casaluce, Cesa, Gricignano, Orta di Atella, Sant’Arpino, Succivo e Teverola. Nonostante le incessanti richieste degli interessati il sindaco di Aversa Alfonso Golia è rimasto a guardare. Non ha mosso un dito né per salvare un servizio essenziale né per risolvere la questione stipendi. Una vera e propria indecenza politico-amministrativa. Ai “poveri” operatori non resta che sperare nella giustizia per ottenere le 6 mensilità arretrare. Nel frattempo hanno fatto le valigie per l’inadeguatezza del Comune di Aversa di affrontare e risolvere un problema scoppiato da mesi. Come dargli torto?

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