Lo Stato Islamico ha pubblicato nuovi video dell’attacco alla sala concerti Crocus City di Mosca: nelle immagini si vedono gli uomini armati che si filmano mentre danno la caccia agli spettatori attraverso l’atrio della sala concerti, gli sparano a bruciapelo, tagliano la gola a una persona già a terra, uccidono decine di persone. Ad un certo punto, uno degli uomini armati dice a un altro di “ucciderli e non avere pietà”. I video sono stati pubblicati dall’agenzia di stampa Amaq. ‘Allahu akbar’ dice chiaramente uno dei terroristi dell’Isis nel video. La frase è pronunciata – ma non gridata, come in altri attentati dello Stato Islamico – a circa metà del filmato ed è l’unica dichiarazione in arabo, mentre il resto delle dichiarazioni è in lingua non araba. Il ministero russo per le Situazioni di emergenza ha confermato che nell’attacco terroristico di venerdì sera a Mosca sono state uccise 137 persone. I feriti, ha aggiunto, sono 180: lo riporta la Tass. La Russia osserva una giornata di lutto oggi, indetta dal presidente Vladimir Putin, dopo che almeno 137 persone sono state uccise venerdì sera nell’attacco alla sala concerti gremita a Mosca. Bandiere a mezz’asta, molti eventi cancellati mentre le tv hanno aggiornato i propri palinsesti. A Mosca e in altre città, i cartelloni elettronici mostravano l’immagine di un’unica candela accesa e la parola “Skorbim” che vuol dire “piangiamo”. Ieri è stato anche allestito un memoriale improvvisato fuori dalla sala da concerto presa d’assalto dove i moscoviti hanno acceso candele e deposto fiori. Oltre 4.000 moscoviti hanno donato il sangue per aiutare i feriti dopo l’attacco alla sala da concerti della periferia di Mosca, lo riferisce il dipartimento della Sanità di della capitale russa, citato da Interfax. Mentre continua l’omaggio alle vittime davanti al luogo della tragedia, molti i mazzi di fiori, biglietti e peluche donati. Incurante della rivendicazione dell’Isis, ribadita a distanza di 24 ore, Vladimir Putin agita lo spettro di una responsabilità di Kiev nella strage al Crocus City Hall di Mosca, avvertendo che chi “sta dietro a questo barbaro atto terroristico sarà punito”. Il Cremlino conferma l’arresto di 11 persone, tra cui quattro terroristi, responsabili della strage al teatro di Mosca di venerdì. Putin parla in tv alla nazione e avverte: “identificheremo tutti coloro che sono dietro a questo atto terroristico e pagheranno per questo”. L’Isis-K rivendica nuovamente l’attentato e pubblica le foto degli assaltatori. Putin ribadisce: “Al confine ucraino è stata aperta ‘una finestra’ per far passare i terroristi’. Kiev: ‘Non c’entriamo con l’attacco’. Tusk: ‘Speriamo non sia il pretesto per una escalation’. Condanna da più fronti per la strage a Mosca, da von der Leyen alla Nato, che definisce l’attentato un ‘crimine odioso’. Nelle confessioni estorte dalla polizia russa ai presunti attentatori della strage al Crocus city hall di Mosca, le versioni sembrano tutte coincidere sull’arruolamento via Telegram. E sulla promessa da parte di un predicatore del pagamento di mezzo milione di rubli, cioè circa 5mila euro, per “ammazzare gente”. Shamsidin Fariduni risponde in un russo approssimativo alle domande tremando. Anche un altro dei sospettati descritto come proveniente dal Tagikistan conferma: “dovevo uccidere delle persone, non importava quali”. In un altro filmato pubblicato su Telegram da Margarita Simonyan, direttrice di Rt, l’arrestato spiega di aver conosciuto 20 giorni prima su Telegram un certo Abdullah. Un agente gli mostra una foto e lui non solo conferma che si tratta di Abdullah ma aggiunge di averlo incontrato di persona quando ha comprato un’autovettura “per lavorare” da alcuni parenti dello stesso Abdullah, nella regione di Mosca. Ci sono poi le immagini crudissime che mostrano un militare russo mentre stacca l’orecchio a uno dei sospettati e glielo infila in bocca. Tutto ripreso via smartphone. Per gli “esperti” della rete non c’è dubbio. I tre uomini sono gli stessi dell’immagine diffusa dalla propaganda di Isis per confermare la rivendicazione. Manca all’appello il quarto uomo che sarebbe stato ucciso come “dimostrano” le immagini di un cadavere diffuse sempre online. Mosca finora non ha commentato finora i contenuti di quei filmati, ma nel flusso di propaganda il Cremlino spinge la versione che i terroristi fossero in fuga in Ucraina, grazie a “una finestra” concessa da Kiev, come ha insinuato Vladimir Putin nel discorso sulla Tv russa. Gli arresti sono avvenuti nella regione di Bryansk, al confine con l’Ucraina ma vicino anche alla Bielorussia. Secondo Lucas Webber, esperto di terrorismo citato dal Fatto quotidiano, dietro l’attacco a Mosca ci sarebbe innanzitutto un’enorme falla nella sicurezza russa: “Il Cremlino ora usa la retorica rabbiosa contro Kiev perché è imbarazzato – spiega Webber – la risposta delle forze dell’ordine nella Capitale della Federazione, dove la sicurezza dovrebbe essere altissima, è stata insufficiente”. Secondo Webber al Fatto quotidiano, dietro quei miliziani ci potrebbe essere una struttura ben più organizzata, in grado evidentemente di attaccare anche gli obiettivi più complessi: “Dal video dell’attentato si evince che i membri del commando erano pronti, un attacco sofisticato su larga scala come questo necessita di pianificazione profonda, grandi risorse logistiche e coordinazione”. “L’Isis è il solo responsabile dell’attacco alla sala concerti di Mosca, non c’è nessun coinvolgimento dell’Ucraina”, ha ribadito oggi in una nota la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa, Adrienne Watson, che ha anche confermato che gli Stati Uniti “hanno condiviso con la Russia informazioni riguardo un attacco terroristico pianificato nella capitale”. E anche la vicepresidente Kamala Harris ha respinto l’affermazione di Vladimir Putin secondo cui l’Ucraina sarebbe coinvolta nell’attacco di venerdì a Mosca. In un’intervista a Abc news la numero due di Joe Biden ha detto chiaramente che “non c’è nessuna prova che Kiev sia dietro l’attentato”. “Quello che sappiamo – ha sottolineato la vicepresidente americana – è che l’Isis-K è responsabile di quanto accaduto”.

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