A una settimana dal voto che ha sancito la schiacciante vittoria di Enzo Guida, rieletto sindaco per il terzo mandato di fila, ci è consentito scrivere un pezzo domenicale ironico e di fantasia sulla composizione della nuova giunta. La delega di vicesindaco è il primo ingombrante ostacolo da superare per la fascia tricolore e la coalizione di centrosinistra. Se è vero che c’è un chiaro patto preelettorale in base al quale la seconda carica dell’esecutivo non può andare ad un esponente del Pd, essendo già il primo cittadino in quota dem, è altrettanto scontato che Giusy Guarino molto probabilmente vorrà far valere al tavolo delle trattative le sue 787 preferenze. Com’era nelle previsioni è stata la più votata in assoluto, grazie soprattutto al boom di consensi nella sua roccaforte al confine tra Cesa e Sant’Antimo. Un’area che è “cosa sua” per le parentele e le amicizie del marito Carlo Perfetto, santantimese doc e attivissimo finanche all’interno dei seggi al punto da mostrare sul telefonino agli elettori intenti a recarsi dietro la cabina il “santino” della moglie.

Una marcatura a uomo asfissiante e più agguerrita di quella di Gentile che, come in tanti ricorderanno, ai Mondiali del 1982 per fermare Maradona gli strappò la maglietta. Redarguito dalle forze dell’ordine, il buon Perfetto, tra i parenti assunti grazie ai concorsi comunali, beato lui, ebbe pure da ridire: “Che c’è di male? Mi hanno chiesto come votare Giusy e io glielo fatto vedere”. Di male ce n’era, eccome. La propaganda elettorale è severamente vietata entro un raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni. Un limite stabilito appena appena 70 anni fa dalla legge 212/1956. Inutile farlo presente a Perfetto. Avrebbe risposto facendo perdere la pazienza anche al più bonaccione del mondo: “E io che non so? Settant’anni fa non ero ancora nato!”. Il consorte della Guarino è fatto così: o lo ami o lo odi. Rintracciare al di fuori della cerchia familiare qualcuno che lo ami sarebbe impresa ostica anche per il commissario Maigret, il tenente Colombo, Sherlock Holmes e Jessica Fletcher messi assieme.

VICESINDACO, STRADA IN SALITA PER GUARINO
Torniamo alla delega di vicesindaco. In questi giorni abbiamo scoperto, altro arcano che sembrava non svelabile, che Guarino si è candidata nella lista Solo Cose Belle anche lei come rappresentante del Pd. Per carità, non ci mettiamo la mano sul fuoco. In appena un decennio avrà cambiato almeno 3-4 partiti, passando per l’infatuazione politica per Giovanni Zannini, leader dei Moderati, poi approdato a Forza Italia, al team di Stefano Graziano, senza disdegnare l’amoreggiamento con Casa Riformista, rappresentato in provincia di Caserta dal consigliere regionale Pietro Smarrazzo, un altro santantimese di origine controllata. Un po’ per motivi di cuore, un po’ per ragioni elettorali, un altro po’ per cause pseudo-politiche la ridente città napoletana, alle porte di Cesa, è per Guarino una seconda casa. Ma, come dicevamo, a quanto pare e almeno per il momento il braccio destro di Guida per quasi 11 anni di fila avrebbe sposato la causa dem già al momento della composizione della lista per le comunali. E qui c’è l’inghippo, direbbe il Bardo, ripreso da uno straordinario Clive Owen-Dalton Russell nel bellissimo Inside Man di Spike Lee. Se Guarino è una dei rappresentanti del Pd e la fascia tricolore è pure lui un dem il sogno di Giusy di essere riconfermata vicesindaco è destinato miseramente a svanire nel nulla. In nessuna parte d’Italia, neppure del mondo, la coalizione di centrosinistra ha assegnato le prime due cariche politiche a due esponenti dello stesso partito. Si veda la Regione Campania, dove il presidente è il 5 Stelle Roberto Fico e il vicepresidente è Mario Casillo del Pd.

VILLANO-D’AGOSTINO, DISPUTA LINGUISTICA
Il destino della Guarino è spacciato? Non è detto. Pur di non perdere la poltrona potrebbe concordare con Guida il suo passaggio in un’altra forza del campo largo, che potrebbe essere Casa Riformista, la più vicina sul piano personale e geografico. Alla luce de suoi molteplici cambi di casacca non è escluso che, sempre in sintonia con il sindaco, potrebbe approdare al Psi, che già esprime il consigliere Francesco Turco. Con due membri nell’assise e sotto le mentite spoglie socialiste Guarino coronerebbe il sogno di almeno atri due anni e mezzo di vicesindacatura. Suo marito avrebbe già dato l’ok: “Prendi e porta subito a casa la delega di vicesindaco, poi si vede, del doman non v’è certezza”. Ovviamente senza avere contezza di aver citato Lorenzo de’ Medici. Ma tra il dire e il fare ci passano in mezzo due mari. Il primo conduce sulle sponde di Cesario Villano, leader di Azione e terzo della lista con 728 voti, il maschio più votato in assoluto. Le altre onde approdano sulla riva dei Moderati. Il numero uno Pino Sarpo non ha dubbi: il vicesindaco spetta a noi e sarà Francesca D’Agostino. Sul piano numerico-politico Villano è in netto vantaggio. Ha messo in carniere 728 preferenze mentre l’assessore uscente ha ottenuto 594 consensi. Se l’accordo preelettorale siglato da Guida e dai partiti del centrosinistra non diventerà carta straccia sarà Villano ad accomodarsi sulla seggiola di vicesindaco. In verità non mancano le voci discordanti. “Chillo è scemo! Ma veramente ‘o fa’ un vicensindaco?”, è la critica ricorrente nella maggioranza. Ma anche su questa considerazione la situazione non è per nulla chiara. Non si capisce ancora bene se l’espressione “Chillo è scemo!” è letterale, ovvero: Villano non può fare il vicesindaco perché è scemo. Oppure se tale semplificazione ha una radice politica, cioè: “Villano è scemo se pretende di fare lui il vicesindaco”. Sulla disputa politico-linguistica potrebbe essere necessario avvalersi di un’equipe di esperti.

AUTIERO BOCCIATO PURE DA BATMAN
Infine c’è il caso Nicola Autiero. Qui siano di fronte a un fenomeno autoctono che meriterebbe studi scientifici di portata internazionale. Verso la fine della passata consiliatura ha abbandonato il Pd e ha aderito al Forza Italia, premunendosi pure di fare una decina di tessere. Nei mesi antecedenti alla composizione delle liste ha dato al sua disponibilità a ricandidarsi con Guida, a scendere in campo con il suo rivale Giuseppe Fiorillo, e a quanto pare avrebbe avuto contatti per avere un posto anche con Minni e Topolino, con Capitan American, Iron Man e Thor degli Avengers, con Spider Man e infine con Batman. L’uomo pipistrello ha immediatamente spento sul nascere ogni velleità di Autiero: “A Gotham City già siamo messi malissimo, ci manchi solo tu!”. Dopo aver completato due volte il giro del mondo dei partiti e delle liste il caparbio Autiero avrebbe trovato la migliore soluzione possibile. Per lui ovviamente. Assessore esterno nella giunta di Guida. Non si è candidato per fare spazio alla cognata Angela Oliva in pista con Solo Cose Belle. E ora ha bussato alla porta del sindaco per ricordargli dell’accordo preso. Il “piano” di Autiero era arguto e come sempre volto a tutelare i propri interessi, ma a volte anche i “piani” perfetti riescono soltanto in parte. Alla sua prima candidatura sua cognata Oliva è andata ben oltre le più rosee aspettative della vigilia. L’ex presidente della Pro Loco infatti ha messo in fila addirittura 752 preferenze, seconda più votata in assoluto, dietro per un pugno di schede soltanto a Guarino. Pretendere di lasciare fuori dalla giunta Oliva, che ha ricevuto un mandato popolare straripante, per far entrare il buon Autiero che quando si è candidato in passato 752 voti non li raccoglieva neppure sommando l’esito di due elezioni, sarebbe uno schiaffo alla volontà dei cittadini.

INTERNAZIONALISMO E SEZIONE PD CESA
Non solo. Un altro nodo gordiano da sciogliere riguarda la collocazione politica di Autiero. Quantunque Oliva, in lista in quota Pd, cedesse l’assessorato a Autiero, quest’ultimo sotto quale bandiera entrerebbe in giunta? Sotto il vessillo di Forza Italia, del Pd o di quale altro partito? Per Autiero si tratta di un problema di lana caprina. Nel cassetto ha le casacche di tutte le forze politiche italiane e mondiali. Si va dal Partito popolare europeo alle correnti trotskyiste della Quarta Internazionale. Non manca la tessera al Partito dei Single alla disperata ricerca di moglie e di quello ambientalista che si batte contro l’estinzione della Welwitschia Mirabilis che si trova nel deserto del Namib. L’ultimo tema spinoso sul tavolo del centrosinistra è il ruolo da assegnare al Movimento 5 Stelle, reduce da un risultato storico: Raffaele Bove, unico candidato pentastellato della lista Solo Cose Belle, ha incassato 157 preferenze. Nel campo largo in tanti si stanno scervellando per trovare una collocazione ai 5 Stelle. Guida ha subito sbrogliato la matassa: “Qualcuno pure dovrà pulire una volta a settimana la sezione del Pd”. Nessuno se la prenda troppo. Ovviamente si fa per scherzare.
Mario De Michele





