FOTO & ATTI Cesa, in migliaia all’apertura del Parco della Legalità. Ma è giallo sull’esito della gara e polemica sulla gestione ai privati

Che il Parco della Legalità di via Berlinguer sia un’opera davvero bella non c’è dubbio. Chapeau a Enzo Guida e agli amministratori uscenti. Ieri al taglio del nastro della splendida struttura hanno partecipato migliaia di persone festanti, alcune provenienti anche da fuori città (nelle foto). Ma è altrettanto pacifico che l’inaugurazione illegittima di un’area pubblica, in palese violazione della legge sulla par condicio, non sia un bello spettacolo, soprattutto se si tratta di un parco che si richiama nella sua denominazione proprio al tema della legalità. Così come è tutt’altro che bello, in verità è bruttissimo, affidare ai privati una struttura costata 1.350.000 euro tra finanziamenti statali e comunali. Insomma bisogna distinguere tra la bontà dell’opera, che è indiscutibile e sotto gli occhi di tutti, e le scelte successive alla sua realizzazione. Non si deve correre il rischio di consentire ai governanti di fare quello che gli pare in nome della bellezza e dell’importanza di ciò che si fa, nascondendo sotto il tappetto errori gravi e pacchiani.

Enzo Guida durante un comizio

MANIFESTAZIONE “CONTRA LEGEM”
Sgombrato il campo da qualsiasi equivoco sul fatto che il Parco della Legalità sia un fiore all’occhiello per il paese, anche perché neppure Caserta e Aversa, rispettivamente capoluogo di provincia e seconda città di Terra di Lavoro, possono vantare una struttura del genere, vanno nel contempo rimarcati i punti deboli che attengono la sfera politica e amministrativa. Il primo aspetto negativo transitorio riguarda il colpo di mano del sindaco Enzo Guida e della maggioranza uscente. La legge n. 28/2000 sulla par condicio in campagna elettorale e la legge n. 81/1993 sono inequivocabili: il taglio del nastro di un’opera è possibile solo se strettamente necessario per l’avvio di un servizio pubblico e se effettuato in modo sobrio. Non sono ammessi discorsi autocelebrativi, e i sindaci o gli amministratori in carica che si ricandidano non possono utilizzare il patrimonio, i mezzi, il personale o le risorse dell’ente per fare propaganda.

Un momento dell’inaugurazione

LA LEGALITÀ SI PRATICA, NON SI PREDICA
Nemmeno un Pinocchio in forma smagliante potrebbe dire che l’inaugurazione di ieri si è svolta in modo sobrio. Sarebbe una balla colossale anche per il burattino di legno. Ad aggravare la situazione ci ha pensato Guida, che durante l’ultimo comizio di Solo Cose Belle aveva promesso di presentarsi con il cerotto sulle labbra, alias di non dire nemmeno una parola, poi ha fatto sapere che non avrebbe partecipato all’iniziativa. In realtà non solo era presente ma è anche intervenuto con un “bel” discorso, attorniato da tutti i candidati della sua lista. Peggio di così non avrebbero fatto neanche Fantozzi e il ragionier Filini alla riscossa. All’apertura del Parco della Legalità la legalità è andata a farsi friggere. E non è cosa da poco. La legalità si predica e si pratica sempre e comunque, anche a costo di perdere qualche voto.

Il municipio di Cesa

DUBBI SULLA GARA D’APPALTO
Ma l’anello più debole del progetto di Guida e company è incarnato dalla decisione dell’amministrazione uscente di dare in gestione ai privati una parte della struttura, quella più redditizia, ossia il Parco Avventura, rigorosamente a pagamento, com’è chiaramente indicato nel capitolato di appalto (link in basso). Peraltro la base d’asta susciterebbe sonore risate se non ci fosse da piangere: 5mila euro all’anno per un’area attrezzata di oltre 8mila metri quadrati. I fortunati gestori verseranno 416 euro al mese per un’opera costata 1.350.000 euro. A confermarlo è lo stesso Guida in una conversazione social con alcuni cittadini, in calce all’articolo pubblicato ieri da Italia Notizie (foto in basso). Nei giorni scorsi si sono diffuse insistenti voci sull’affidamento del parco all’istituto Mille Colori o a una ditta a esso collegata. Voci smentite dal sindaco uscente, che ha fatto sapere che le offerte dei privati non sono state ancora vagliate dagli uffici competenti. E qui si apre un altro capitolo poco cristallino. Lo scorso 26 febbraio lo stesso Guida ha annunciato urbi et orbi, tramite una nota stampa, che l’apertura delle buste era prevista per il 16 marzo (foto in basso). Come mai dopo 2 mesi la gara d’appalto non è stata ancora perfezionata? Come mai, gli chiede giustamente una cittadina durante la conversazione social, sull’albo pretorio non c’è traccia di chi ha partecipato all’appalto?

L’ingresso dello Sporting Village

AI PRIVATI LE OPERE PUBBLICHE REDDITIZIE
Sulla scelta di consegnare le chiavi della struttura ai privati, sul canone irrisorio e sui ritardi nell’espletamento della gara Guida si guarda bene dal rispondere. Perché? Per quale motivo svicola, devia, sposta l’attenzione su altre questioni? Il parco di via Berlinguer è sicuramente una cosa bella, lo ribadiamo con fermezza. Sarebbe parimenti bello fare chiarezza sull’affidamento a terzi dell’area. Sarebbe ugualmente bello predicare e praticare la trasparenza. Sarebbe altrettanto bello se i governanti uscenti spiegassero alla popolazione perché le opere pubbliche redditizie come lo Sporting Village di via Matteotti, un’area di oltre 25mila mq, e il Parco della Legalità debbano essere una “cosa privata” e non del comune che ha speso milioni di soldi dei cittadini per realizzarle. Coltivare solo cose belle va bene, ma non basta. Quelle cose vanno pure gestite nel modo giusto. Su questo crinale si misura la bontà di un progetto e la visione di città delle amministrazioni locali.

Mario De Michele

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LA NOTA STAMPA DEL 26 FEBBRAIO

LE FOTO DELL’INAUGURAZIONE

 

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