È ripresa questa mattina l’esame della nuova legge elettorale nell’aula della Camera: le opposizioni ieri hanno ritirato tutti i loro emendamenti e ne restano da votare oggi una sessantina (Inizialmente si partiva da 200). Ieri è stato respinto l’emendamento sulle preferenze presentato da FdI con il sostegno di Lega e Forza Italia: 187 a favore e 188 i contrari. La premier Giorgia Meloni ha commentato: “Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci. Sul voto serve una riflessione nella maggioranza”. La segretaria del Pd, Elly Schlein, questa mattina in radio ha ribadito: “Il governo sfiduciato da deputati maggioranza, è stata punita l’arroganza di Meloni. Elezioni a settembre? Noi siamo pronti in ogni momento”. Ieri le opposizioni hanno esultato in aula e chiesto le dimissioni del governo: “È ora che andiate a casa”.
“Noi non intendiamo concludere la nostra esperienza di governo e siamo orgogliosi della stabilità che abbiamo dato al Paese”, dice il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ospite di Start su Skytg24 rispondendo a chi gli chiede quale sia la posizione del governo dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze alla legge elettorale e sottolineando come il governo sia pronto ad andare avanti.
Abbracci e sorrisi fra i leader di centrosinistra, caccia ai franchi tiratori nei capannelli dei deputati di centrodestra. Il day after della debacle della maggioranza sull’emendamento alla legge elettorale sulle preferenze è cominciato così come si era conclusa la giornata di ieri, politicamente una delle più drammatiche della legislatura. Nella prima pausa della seduta alla Camera, Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni sono circondati dai loro parlamentari. Sull’altro lato del Transatlantico i sorrisi sono decisamente più tirati. L’argomento principale è scovare chi può aver votato contro l’emendamento contraddicendo la linea di partito. Secondo il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani i franchi tiratori sarebbero stati 20-25.
Ma secondo i calcoli che si rincorrono nella maggioranza potrebbero essere anche il doppio, considerando che i 7 deputati di Italia viva hanno votato a favore dell’emendamento. Dentro FdI da ieri si guarda con sospetto ai colleghi di Lega e Forza Italia, soprattutto ai deputati azzurri considerati più vicini a Marina Berlusconi. Nelle ricostruzioni giornalistiche ricorre il nome di Marta Fascina. “Non voglio commentare, è inutile”, taglia corto l’ultima compagna di Silvio Berlusconi. “Noi per la prima volta ieri eravamo presenti al 98% in aula”, nota un suo collega di partito. “Gli amici di FdI si guardassero al loro interno – commenta un altro parlamentare di FI a patto di restare anonimo -, molti di noi hanno messaggi di deputati del loro gruppo che non avrebbero mai votato le preferenze.
Mario De Michele





