I relatori della Econ al Parlamento europeo hanno trovato un’intesa sulla riforma del Patto di stabilità, che andrà al voto in Commissione l’11 dicembre: E’ quanto ha dichiarato in un’intervista l’Europarlamentare portoghese dell’S&D, Margarida Marques, una delle due relatrici della Econ (l’altra è l’olandese Esther de Lange del Ppe). “Crediamo che al Pe possiamo avere una maggioranza perché abbiamo il supporto di S&D, Ppe e Renew”. L’intesa non prevede salvaguardie sul deficit, esclude automatismi sulla procedura per deficit e per il calo del debito dello 0,5-1% è su 14-17 anni, ha spiegato. Delle tre proposte legislative della riforma proposta dalla Commissione europea solo una prevede la procedura legislativa ordinaria di co-decisione (il regolamento sul cosiddetto ‘braccio correttivo’ del Patto), con un ruolo consultivo del Pe sulle altre due, materia esclusiva del Consiglio. L’Eurocamera ne tiene però congiunto l’esame per rafforzare il ruolo anche consultivo, come già avvenuto con il ‘Six Pack’. “Il rapporto è bilanciato e andrà al voto lunedì alla Econ. Speriamo che sia approvato, questa è la nostra ambizione – ha spiegato Marquez -. Secondo le attese andrà quindi al voto nella plenaria del 15-18 gennaio, probabilmente il 17 gennaio. A quel punto avremo un mandato per iniziare il negoziato” con il Consiglio, se arriverà il disco verde dall’Ecofin di oggi e domani. “Nel nostro rapporto ha spiegato Marquez non c’è alcuna salvaguardia sul deficit”, a differenza di quanto sta emergendo dal negoziato al Consiglio. La nostra posizione è di prevedere come “salvaguardia sul debito un calo dello 0,5% annuale per gli Stati che hanno debito tra il 60 e il 90% del Pil e dell’1% per Stati con debito oltre 90%. Ma il calo è su una media su 14-17 anni”. “E’ molto diverso rispetto alla proposta del Consiglio – ha sottolineato Marquez -. Abbiamo bisogno di dare agli Stati membri capacità di ridurre il debito ma anche di aver la capacità di investire”. Rispetto poi alla proposta legislativa della Commissione, ha segnalato Marquez, la Econ ha anche “rifiutato ogni automatismo sulla procedura per deficit eccessivo. Abbiamo chiesto alla Commissione di valutare quali investimenti siano stati fatti e quale sia l’esecuzione del Pnrr e dei fondi europei”. Rispetto poi ai “fattori rilevanti” da considerare per la procedura per deficit eccessivo degli Stati, in quella che dovrebbe diventare la posizione negoziale la posizione negoziale dell’Eurocamera figurano solo “il debito” e il Pnrr e i fondi europei”. “Se oggi il Consiglio trova un accordo sulla ‘landing zone’ (il documento negoziale spagnolo che si è trasformato nei testi legislativo all’esame dell’Ecofin, ndr) così come viene proposta ora il negoziato inter-istituzionale sarà molto difficile. Vorrebbe dire che i ministri non hanno capito la lezione del passato”. Rispetto al testo al consiglio per noi “è molto importante il ruolo in Parlamento. Abbiamo bisogno di regole che diano agli stati spazio fiscale per gli investimenti, abbiamo bisogno di un patto di stabilità e crescita che dia un peso uguale a crescita e stabilità. In passato il patto era più orientato alla stabilità che agli investimenti, vogliamo invertire questo quadro”. Dall’Eurocamera viene una proposta di “un accordo per un quadro credibile, credibile per i mercati finanziari, e per gli stati membri. Per ridurre il debito dovremo avere un approccio caso per caso e tener in considerazione il punto di partenza degli stati. Questa è la nostra posizione comune”. “Ci sono ancora delle differenze tra gli Stati membri sulle regole fiscali, ma se tutti gli Stati approcciano questo processo in maniera costruttiva penso che queste differenze siano superabili”. Lo ha detto sulla riforma del Patto di stabilità il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, arrivando alla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles, che sarà seguito da una cena dei ministri delle Finanze europee per discutere ad oltranza della revisione della governance economica. Con la riforma del Patto “abbiamo bisogno di stabilità e anche di garanzie per garantire che ci sia una riduzione del debito, ma allo stesso tempo abbiamo bisogno di spazio per gli investimenti e la crescita: questi due aspetti sono stati tenuti insieme nella proposta della Commissione e dovrebbero rimanere insieme anche nell’accordo”. Lo ha detto il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni arrivando alla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles. Con le nuove regole “dovremmo evitare il rischio di complicazioni eccessive”, ha segnalato. Quanto alle chance di intesa per Gentiloni ha affermato di stimarle al “51%”.

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