A quasi otto anni dal disastro in cui persero la vita 43 persone, oggi il giudice di Genova Paolo Lepri ha letto la prima sentenza sul crollo di Ponte Morandi: l’imputato eccellente fra i 57 a giudizio, l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, è stato condannato a 12 anni. Per lui la richiesta della procura era stata di 18 anni. Il manager non era in aula e non era collegato dal carcere in cui è già recluso per un’altra tragedia, quella del pullman precipitato dal viadotto Acqualonga di Avellino. Condannati anche i numerosi rappresentanti di vertice di Aspi, Spea, del ministero delle Infrastrutture e di Anas. In particolare è stato condannato a 11 anni Michele Donferri Mitelli per il quale erano stati chiesti 15 anni. Carlo Alleva difensore di Castellucci ha comemntato a caldo: “Credo che sia una sentenza profondamente sbagliata.Noi la impugneremo”.
Le principali condanne
Condanna a 5 anni e sei mesi per Paolo Berti (ex numero due Aspi), erano stati chiesti 12 anni e sei mesi e condanna a cinque anni e sei mesi per Antonino Galatà (ex ad di Spea) per il quale il pm aveva chiesto 7 anni.
Condannato a 5 anni di reclusione Mauro Coletta, ex direttore vigilanza sulle concessioni autostradali del Mit. L’accusa aveva chiesto per Coletta una condanna a 10 anni di carcere.
Antonio Brencich (docente di ingegneria, critico nei confronti del ponte ma finito tra gli imputati perché membro del comitato tecnico del Provveditorato, chiesti 8 anni) è stato condannato a 4 anni.
Gabriele Camomilla, ingegnere e direttore delle manutenzioni di Autostrade per diverso tempo quando ancora era pubblica, è stato condannato a sei anni (chiesti 14 anni). In generale l’impianto accusatorio sembra aver retto anche se le pene sono state inferiori alle richieste in quasi tutti i casi.
Numerose assoluzioni
Diverse le assoluzioni, una ventina, di imputati secondari ma in alcuni casi anche con un ruolo importante come era quello di Roberto Ferrazza, provveditore alle opere pubbliche (difeso dall’avvocato Fabio Viglione). Ferrazza era finito tra gli imputati per via del parere favorevole che il Comitato tecnico del provveditorato (di cui faceva parte Brencich, che invece è stato condannato) diede proprio nel 2018 a un progetto di retrofitting per le pile del Morandi. Secondo l’accusa alcuni studi e consulenze avrebbero dovuto mettere in allarme gli esperti sulla gravissima situazione strutturale del ponte.
I parenti delle vittime
“Non siamo avvocati e non possiamo commentare. La condanna a 12 anni ci può stare ma dobbiamo capire tutto il resto perché c’erano tanti imputati”. Così Egle Possetti, portavoce Comitato parenti vittime dopo lettura della sentenza.





